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Venerdì 18 settembre 2020 - 17:36

Pandemia, Vecchietti (ISP Rbm Salute): più sanità integrativa

Ruolo imprescindibile secondo pilastro
Pandemia, Vecchietti (ISP Rbm Salute): più sanità integrativa

Roma, 18 set. (askanews) – “Il rientro dei lavoratori in azienda e la ripresa economica, non può prescindere da una collaborazione tra pubblico e privato, anche in campo sanitario. L’efficacia dell’azione di salute pubblica definita dal Servizio Sanitario Nazionale richiede necessariamente un ruolo attivo, anche in termini finanziari, da parte delle imprese”.

Lo ha affermato Marco Vecchietti, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Intesa Sanpaolo RBM Salute, intervenuto oggi alla Summer School 2020 di Motore Sanità dal titolo “Innovazione e salute in un mondo globale”, partecipando alla tavola rotonda su “Il ruolo del secondo pilastro nella protezione delle pandemie”.

“È in tale contesto – ha aggiunto Vecchietti – che possono venire in soccorso gli strumenti di welfare contrattuale e del welfare aziendale e, in particolare, le forme sanitarie integrative. Non si tratta di strumenti antagonisti del pubblico, ma di soluzioni in grado di garantire integrazione e di flessibilità rispetto alle policy definite dal Governo e dalle Regioni”.

Per Vecchietti “Si dovrebbe puntare ad una sanità integrativa più accessibile per i cittadini mettendo a disposizione di tutti l’esperienza di successo maturata nel settore del lavoro dipendente. Il modello di riferimento potrebbe essere quello introdotto nel 2001 per la previdenza complementare, con benefici fiscali estesi anche agli autonomi, ai liberi professionisti e a chi ha lavori flessibili, categorie che hanno subito più di altre l’emergenza Covid”.

“Intesa Sanpaolo RBM Salute è pronta a svolgere un ruolo importante in questa direzione mettendo a disposizione dei «nuovi» Piani Sanitari Integrativi finalizzati ad ampliare la «protezione della salute» dei cittadini, a partire dalle aziende e dalle famiglie che già si avvalgono dei servizi del Gruppo Intesa Sanpaolo”, ha concluso Vecchietti.

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