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Domenica 12 luglio 2020 - 16:54

Quello che c’è da sapere sulla società Autostrade

Su cui pende la possibile revoca delle concessioni autostradali
Quello che c’è da sapere sulla società Autostrade

Roma, 12 lug. (askanews) – Autostrade per l’Italia, su cui in questi giorni pende la possibile revoca delle concessioni autostradali di cui è titolare, è una società che, senza contare l’indotto, impiega 7 mila dipendenti, di cui oltre 1.400 operai che lavorano lungo la rete, 2 mila esattori e circa 600 ingegneri.

Le sue società concessionarie sono: Autostrade per l’Italia (2854,6 km di rete in concessione), Società Italiana per Azioni per il Traforo del Monte Bianco (5,8 km) gestore della parte italiana dell’omologo tunnel, Raccordo Autostradale Valle d’Aosta (32,4 km) arteria di collegamento tra Aosta e il Monte Bianco, Tangenziale di Napoli (20,2 km) asse portante al servizio dell’area metropolitana napoletana, Autostrade Meridionali (51,6 km) che gestisce l’autostrada Napoli-Pompei-Salerno e Società Autostrade Tirrenica che detiene la Concessione per la realizzazione della tratta autostradale Livorno-Civitavecchia (lunghezza prevista 242 km di cui 54,65 km già in esercizio). In totale, gestisce 3.020 km di autostrade e oltre, 200 aree di servizio, serve 15 regioni e 60 province.

Il Piano strategico 2020-2023, messo in campo dalla società, ma bloccato per la difficoltà di approvvigionamento finanziario causate dall’attuale situazione, prevede investimenti per 14,5 miliardi, divisi in 7,5 miliardi di euro per l’ammodernamento dei principali asset strategici della rete, 5,4 miliardi di euro per investimenti programmati: importi triplicati rispetto al quadriennio precedente e 1,6 miliardi di euro per spese in manutenzione. Previsto anche un piano di assunzione di mille persone tra ingegneri, tecnici, operai, ed esattori. 450 assunzioni in 12 mesi, di cui quasi 100 ingegneri, con un’età media di 37 anni.

Altro capitolo importante sono le Grandi opere, la cui costruzione è stata affidata ad Aspi. Tra queste figura la Gronda di Genova, peraltro dichiarata opera prioritaria dal Governo la scorsa settimana. La nuova infrastruttura comprende 65 km di nuovi tracciati autostradali e, data la complessità dal punto di vista orografico del territorio attraversato, si sviluppa quasi interamente in sotterraneo. L’opera permetterà la suddivisione del traffico cittadino da quello pesante e di attraversamento, alleggerendo l’unico asse stradale ligure oggi costituito dalla A10 con un risparmio stimato di 3.5 milioni di ore da parte degli utenti del sistema di viabilità autostradale e locale dell’area genovese.

C’è poi il passante di Bologna, sviluppato per risolvere le criticità trasportistiche, di un nodo strategico a livello internazionale, nazionale e metropolitano, prevede l’ampliamento per 13 km complessivi, del sistema autostradale e tangenziale di Bologna dallo svincolo di Borgo Panigale allo svincolo di San Lazzaro.

Nel 1950 viene costituita dall’Iri la Società Autostrade Concessioni e Costruzioni Spa con l’obiettivo di partecipare, insieme ad altri grandi gruppi industriali, alla ricostruzione post bellica dell’Italia. Nel 1956, grazie alla firma della prima Convenzione tra Anas e Autostrade, parte il progetto dell’Autostrada del Sole tra Milano e Napoli, inaugurata nel 1964. Nel 1982 si costituisce, con l’aggregazione di altre società concessionarie autostradali, il Gruppo Autostrade, che viene quotato in borsa nel 1987.

Nel 1999 Autostrade viene privatizzata e al Gruppo Iri, azionista di riferimento dalla nascita della società, subentra con il 30 % un nucleo stabile di azionisti privati, riuniti nella società Schemaventotto; il restante 70 % è quotato in Borsa. Infine, nel 2003, a seguito di un nuovo assetto organizzativo, le attività di concessione autostradale vengono conferite ad Autostrade per l’Italia, controllata al 100% da Autostrade SpA (oggi Atlantia) che rimane quotata in borsa.

Sen/int9

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