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Martedì 4 giugno 2019 - 20:43

Grandi navi, Mit: con gruppo di lavoro approfondimenti su Venezia

Sui rischi del passaggio in laguna
Grandi navi, Mit: con gruppo di lavoro approfondimenti su Venezia

Roma, 4 giu. (askanews) – Si riattivi “il gruppo di lavoro costituito nel marzo del 2017 dalla Capitaneria di porto di Venezia e che ha portato all’adozione, da parte dell’Autorità marittima, dell’ordinanza n. 17 del 2018”. Lo scrive il ministero delle infrastrutture in una nota inviata al provveditore interregionale alle opere pubbliche per il Veneto, il Trentino Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia, alla Capitaneria di porto di Venezia e all’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico settentrionale.

“Si ritiene oltremodo utile – sottolinea il dicastero guidato da Danilo Toninelli – affidare al gruppo di lavoro le attività di studio occorrenti per un approfondimento delle analisi di rischio connesse al transito delle ‘grandi navi’ nelle acque lagunari di Venezia, tenendo in debita considerazione anche le risultanze che emergeranno all’esito delle indagini tecniche relative al sinistro occorso”.

“Il sinistro causato dalla nave da crociera Msc Opera – spiega il ministero – ha evidenziato, ancora una volta la particolare vulnerabilità della laguna di Venezia ai rischi connessi al traffico marittimo delle navi adibite al trasporto di merci e passeggeri superiori a 40mila tonnellate di stazza lorda, con particolare riferimento al transito delle stesse nel Canale di San Marco e nel Canale della Giudecca”.

Il ministero “ha intrapreso le occorrenti iniziative finalizzate a individuare idoneo sito per la realizzazione del nuovo terminal crocieristico. L’iter tecnico-amministrativo occorrente per vagliare le ipotesi progettuali di delocalizzazione del traffico crocieristico, così come quello volto a rendere immediatamente praticabili vie di navigazione alternative al transito delle ‘grandi navi’ nel Canale di San Marco e nel Canale della Giudecca, comportano tuttavia tempistiche senz’altro incompatibili con l’urgente necessità di mitigare ulteriormente i rischi connessi al transito delle unità navali”.

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