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Giovedì 11 aprile 2019 - 11:38

Truffe, nuova ondata di email “Sextortion” verso utenti italiani

Eset: i criminali informatici chiedono un riscatto di 530 euro
Truffe, nuova ondata di email “Sextortion” verso utenti italiani

Roma, 11 apr. (askanews) – È in corso una nuova ondata di messaggi fraudolenti di posta elettronica che cercano di estorcere denaro. Il criminale informatico, spiega la società di cyber sicurezza Eset, nella mail dichiara di aver violato il dispositivo della vittima designata filmando la persona mentre guardava contenuti pornografici. Il messaggio di posta elettronica afferma anche che il video non solo ha filmato il comportamento dell’utente davanti alla webcam, ma anche quali video sono stati riprodotti, chiedendo poi un riscatto. La vittima è obbligata a pagare entro 48 ore dall’apertura dell’email o il cyber criminale invierà il video incriminante a tutti i contatti che è riuscito a rubare dal dispositivo infetto.

Nelle precedenti ondate di spam rilevate da Eset, prosegue la compagnia, queste email di sextortion erano per lo più in inglese mentre negli ultimi giorni sono emerse nuove localizzazioni focalizzate su Australia, Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Francia, Spagna, Repubblica Ceca, Russia. Sono state individuate anche mail con il testo in italiano – circa mille al mese nell’ultimo trimestre – in cui si chiede un riscatto di 530 euro.

Simili truffe via email, ricorda la società, non sono nuove ma ciò che distingue l’ennesima ondata di sextortion è l’efficacia dell’ingegneria sociale coinvolta, soprattutto grazie alla leva psicologica esercitata sugli utenti che guardano segretamente contenuti pornografici sui propri dispositivi. I consigli degli esperti, come sempre in questi casi sono di agire con calma ed evitare passaggi affrettati, non rispondere alla email truffa, non scaricare allegati, non fare clic su righe contenenti link incorporate al messaggio e certamente non inviare denaro; se un criminale informatico elenca la password effettiva dell’utente – che potrebbe figurare in un database di account compromessi come il tanto discusso Collection #1 – è consigliabile cambiarla e attivare l’autenticazione a due fattori su quel servizio; eseguire la scansione del dispositivo con un software di sicurezza affidabile in grado di rilevare infezioni reali e altri problemi, come l’uso improprio della webcam integrata nel dispositivo.

(fonte: Cyber Affairs)

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