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Venerdì 29 marzo 2019 - 17:04

Roma, ultima chiamata imprese a Raggi: no a declino, cambi passo

Lunedì per 1a volta 7 associazioni (80% imprese) messaggio a sindaco
Roma, ultima chiamata imprese a Raggi: no a declino, cambi passo

Roma, 29 mar. (askanews) – Non era mai successo. Le sette maggiori associazioni imprenditoriali di Roma che da sole rappresentano l’80% delle imprese occupate e il 70% del Pil della Città metropolitana di Roma incontreranno la stampa per chiedere un cambio di passo al sindaco della Capitale Virginia Raggi. Chiedendole di invertire la sui marcia per arrestare il crescente declino dell’area metropolitana e delle sue strutture.

Appuntamento lunedì alle 11.45 alla residenza di Ripetta quando i vertici di Unindustria, Federlazio, Acer, Coldiretti Roma, Confcommercio Roma, Cna Roma, Confesercenti Roma proporranno una visione strategica per il rilancio della Capitale perchè possa tornare ad essere un territorio ancora competitivo e attrattivo ed in grado di ricchezza, sviluppo e occupazione.

Per gli imprenditori romani e le sue associazioni, ancora scottati dalla decisione della Giunta Raggi di rinunciare alla candidatura alle Olimpiadi, si tratta di una uscita pubblica senza precedenti nei confronti di un sindaco. Da quando è entrata in vigore l’elezione diretta dei Sindaci nel 1992 , quando Francesco Rutelli venne eletto come primo sindaco con il nuovo sistema elettorale, non era mai successo infatti che a Roma tutte le 7 le principali associazioni imprenditoriali della città tenessero insieme una conferenza stampa per chiedere con forza un cambio di passo ed una vera a propria inversione ad U al primo cittadino di Roma, in questo caso la Sindaca Virginia Raggi.

Non è un mistero che le imprese della Capitale sono stanche di una situazione di stallo che ormai si protrae da troppo troppo tempo, con pesanti ripercussioni sulla creazione di ricchezza procapite. Roma nell’ultimo biennio ha perso due posizioni passando dalla quarta posizione nella graduatoria delle città con reddito più alto alla sesta, superata da Firenze e da Modena. In assenza di interventi si rischia così nei prossimi 10 anni di passare da un reddito procapite di poco più di 33mila euro ad uno vicino ai 26mila euro. Una situazione che tutto il sistema delle imprese della città ritiene ormai inaccettabile.

Saranno diverse e ben evidenziate le richieste di rilancio della città che faranno le 7 associazioni imprenditoriali. A partire dalla riapertura immediata e oramai diventata improcrastinabile, delle stazioni della metro più centrali della città (Repubblica, Barberini e Spagna) la cui chiusura sta creando grossi problemi economici, di immagine e di viabilità per i turisti e i cittadini. Enfasi anche sulla applicazione immediata della sentenza della Cassazione di pochi giorni fa per lo spostamento degli ambulanti davanti sia ai monumenti più importanti della città sia nelle vie con più alto tasso di attività commerciali.

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