Cyber security, IAI: In Italia minori risorse rispetto altri Paesi
Roma, 14 apr. (askanews) – “Una struttura unificata” che si occupi di cyber security “probabilmente renderebbe… più semplice ed efficiente l’allocazione delle risorse. Questa esigenza risulta tanto più pressante se si considera che le risorse disponibili per la protezione cibernetica sono ridotte rispetto a quelle previste da altri paesi”.
È quanto si legge nell’approfondimento per il Parlamento italiano “Criticità nell’architettura istituzionale a protezione dello spazio cibernetico nazionale”, realizzato dal ricercatore Tommaso De Zan e pubblicato sul sito dell’Istituzione nella collana “Osservatorio di Politica Internazionale”, a cura dell’Istituto Affari Internazionali (IAI).
“La questione delle risorse da allocare alla sicurezza dello spazio cibernetico nazionale – continua lo studio partito dall’analisi della legislazione vigente e dai documenti ufficiali e proseguito con l’ascolto di attori del settore – è stata più volte registrata come un elemento di forte negatività nel presente contesto”.
Nel dicembre 2015, si legge ancora, “il Governo ha annunciato lo stanziamento di 150 milioni di euro nella nuova legge di stabilità 2016 per il potenziamento degli interventi e delle dotazioni strumentali in materia di protezione cibernetica e di sicurezza informatica nazionali. I nuovi fondi hanno chiaramente suscitato l’interesse dei molti attori istituzionali preposti alla sicurezza cibernetica e aperto un dibattito su chi e in quale misura debba poter disporre di queste risorse”.
Tuttavia, pone in evidenza l’approfondimento, “in chiave comparativa le risorse previste nella più recente Legge di Stabilità (circa 150 milioni di euro) impallidiscono di fronte alle risorse allocate su base annua in altri paesi europei come Inghilterra (circa 2,5 miliardi di euro) o Francia (circa 1 miliardo di euro)”.
(Fonte: Cyber Affairs)