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Mercoledì 13 gennaio 2016 - 15:08

Terra Santa chiama Italia, pellegrini nell’anno del Giubileo

Israele e operatori insieme, novità e conferma sicurezza
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Roma, 13 gen. (askanews) – Nell’anno del Giubileo della Misericordia, la Terra Santa chiama Roma per una serie di incontri di formazione e di informazione che il ministero del Turismo di Israele, insieme ai protagonisti dell’organizzazione del turismo religioso cattolico, sta promuovendo in tutta Italia. Il nostro paese si conferma infatti al sesto posto nel ranking dei flussi in entrata, con 91 mila visitatori 84 mila dei quali turisti con un 30 per cento di pellegrini.

Si è cominciato proprio da Roma, chiamando al dibattito su turismo e pellegrinaggio operatori del settore e sacerdoti e presentando le novità predisposte in Terra Santa per i pellegrini durante il Giubileo. Per tutti vivere la Misericordia in Terra Santa significa innanzitutto aggiungere ad una esperienza di straordinaria spiritualità anche quella del dialogo che nasce da un incontro con le realtà di Israele e della Terra Santa, luogo di straordinaria eccellenza per la conoscenza tra popoli e tradizioni.

Gli approfondimenti sono stati affidati ad Avital Kotzer Adari, direttore Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo, ad Orietta Sinisi per EL AL Italia e a Don Cristiano Bettega, direttore Ufficio Nazionale per l’Ecumenismo e dialogo interreligioso della Cei, mentre Don Giovanni Biallo, dell’Opera Romana Pellegrinaggi, appena rientrato dalla Terra Santa, ha portato una testimonianza del suo ultimo viaggio nella terra dove “tutto ha avuto inizio”.

“Vogliamo raccontare il nostro Giubileo della Misericordia – ha detto Avital Kotzer Adari – che è anche un’occasione eccezionale di promozione per Israele. Quello che può accadere in tutto il mondo è sotto gli occhi di tutto ma vogliamo ribadire la totale sicurezza per i pellegrini ed i turisti che affrontano questo viaggio speciale, che regala sensazioni uniche ed interiori, da fare come minimo almeno una volta nella vita”.

Per l’occasione il ministero del Turismo di Israele ha predisposto un percorso che ha come epicentro la Galilea, denominato Gospel Trail, proponendo itinerari anche a piedi, in bici o a cavallo, tra Cafarnao, Magdala, il monte Tabor ed altri luoghi paesaggisticamente e storicamente rilevanti, dal Kibbutz Lavi alla città della mistica ebraica, Safed. Lanciata anche l’idea di riprendere il viaggio in pellegrinaggio insieme di cristiani ed ebrei, nel ricordo del cardinal Martini, piantando un albero in un bosco nei pressi di Tiberiade dedicato proprio a Martini.

Sul tema sicurezza, padre Biallo dell’Opera romana pellegrinaggi ha confermato “la grande attenzione e considerazione delle autorità israeliane verso i pellegrini anche per quanto riguarda il tema dei controlli, non ci siamo e non ci sentiamo infatti mai spaventati”.

Infine Don Bettega, direttore dell’Ufficio Nazionale per l’Ecumenismo e dialogo interreligioso della Cei, ha sottolineato come sia importante ricordare sempre “che Israele è Terra Santa per 3 religioni, e che il pellegrinaggio non è solo cristiano ma verso tutti i luoghi santi”. “Altrimenti – ha concluso – diventa inutile, e questo siamo noi preti a doverlo comprendere per primi”.

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