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Lunedì 1 dicembre 2014 - 15:43

Ast: domani al Mise si prova a chiudere la vertenza

Clima più disteso dopo superamento nodi esuberi e Ilserv

Roma, 1 dic. (askanews) – Potrebbe chiudersi domani la partitaper la Ast di Terni. Alle 15 è convocata una nuova riunione alMinistero dello Sviluppo Economico tra governo azienda esindacati per cercare di arrivare finalmente ad un’intesa sulfuturo del sito siderurgico umbro.

Le distanze tra le parti si sono decisamente ridotte venerdìscorso sul fronte del piano industriale e le divergenze rimastesu esuberi, ditte esterne, e integrativo sembrano noninsormontabili.

In particolare, sul fronte degli esuberi, dopo le adesioni agliincentivi proposti dall’azienda restano poco meno di 40 personeda collocare. Domani si faranno i conti, ma dal fronte sindacalenon si esclude che da venerdì fino a domani pomeriggio anchequesto numero possa essere fortemente ridotto, se non azzerato,grazie alle adesioni delle ultime ore.

Si considera sostanzialmente risolta anche la questione dellaIlserv, la società partecipata dalla stessa Ast che fornisceservizi all’impianto, dopo che l’azienda ha annunciato il rinnovodel contratto di fornitura per almeno un altro anno. Resta dacapire però, su questo fronte, quali saranno le intenzioni dellaAst proprio sul futuro della sua partecipazione azionaria inIlserv.

I nodi ancora da siogliere, spiega ad askanews il segretarionazionale della Uilm, Mario Ghini, riguardano la partita del”contratto integrativo visto che la proposta economica che haavanzato l’azienda ci sembra insufficiente” e il tema “delleditte terze, oltre la Ilserv, considerato che l’azienda haannunciato di voler procedere ad una riorganizzazione degliappalti. Quindi si tratta di tutelare questi lavoratori”.

Da parte sindacale si sottolinea l’importanza della riaperturadei cancelli per le consegne: “Dopo 35 giorni – dice Ghini – èpartito il treno per la Marcegaglia, è stato un atto per cercaredi rasserenare il clima in vista della trattativa di domani”.

Dello stesso avviso il segretario nazionale della Fim-Cisl,Sandro Pasotti: “C’e’ il tema dell’integrativo e delle clausoledi salvaguardia per le altre ditte terze che non sononumericamente così consistenti ma che sono un problema”.

Ma, conclude, “le cose apparentemente più complicate sembranosuperate. Domani si entra in una fase negoziale vera e propria econfidiamo sul fatto che ormai tutti si sono resi conto che è ilmomento di chiudere”.

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