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Venerdì 14 gennaio 2022 - 12:01

Crisi Evergrande, creditori rimandano scadenza bond da 617 mln euro

Una dilazione di sei mesi per dare respiro a compagnia cinese

Crisi Evergrande, creditori rimandano scadenza bond da 617 mln euro
Roma, 14 gen. (askanews) – I sottoscrittori di bond di Evergrande hanno approvato la richiesta dell’operatore immobiliare cinese in difficoltà di differire il pagamento di un’obbligazione denominata in bond per evitare così il primo default di uno strumento finanziario onshore da parte della compagnia. Lo riferisce oggi il South China Morning Post.


Secondo una comunicazione di Hengda Real Estate, una controllata Evergrande, alla Borsa di Shenzhen, il 72,3 per cento dei detentori di bond per 4,5 miliardi di yuan (617 milioni di euro) in scadenza l’8 gennaio ha concordato su una dilazione fi sei mesi del pagamento.



In precedenza i detentori dei bond avevano chiesto il pagamento un annoo prima della maturità esercitando una put option. La scorsa settimana lo sviluppatore immobiliare aveva chiesto di incontrare i creditori per chiedere una dilazione, poi la riunione era stata rimandata a ieri.


La decisione dei detentori di questo bond offre un po’ di respiro alla compagnia immobiliare che è appesantita da un’esposizione debitoria-monstre da 264 miliardi di euro, 17 miliardi dei quali sono bond offshore. La sua crisi rischia di creare grossi grattacapi al settore finanziario cinese, in un momento in cui l’intero comparto immobiliare cinese si trova nel mezzo di una crisi di liquidità importante.



La scorsa settimana Evergrande ha abbandonato il suo quartier generale a Shenzhen, in una delle operazioni di alienazione di asset con le quali il gruppo sta cercando di recuperare liquidità.


La strada resta in salita. La prossima scadenza di bond – secondo il SCMP – dovrebbe essere a fine mese, quando arriveranno a maturazione bond offshore per 186,1 milioni di dollari (162,4 milioni di euro). A marzo, poi, arriverà a maturazione un altro bond offshore da 2 miliardi di dollari (1,74 miliardi di euro); ad aprile un ulteriore da 1,04 miliardi di dollari (907 milioni di euro).



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