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Giovedì 30 settembre 2021 - 12:29

A novembre il vino italiano torna in Cina con road show Vinehoo

Grandi e piccole cantine nel mercato con più potenziale per vino

A novembre il vino italiano torna in Cina con road show Vinehoo
Roma, 30 set. (askanews) – A novembre torna dopo il lockdown il road show delle cantine italiane in Cina promosso da Vinehoo, Icon Italy porta grandi e piccole cantine in uno dei mercati con più potenziale per il vino italiano. Quest’anno per la prima volta parteciperanno non soltanto i grandi nomi del vino, ma altre venti cantine selezionate tra le medio piccole italiane di qualità.


L’evento, organizzato dal gruppo cinese Vinehoo, in collaborazione con il partner italiano BWine School, si svolgerà a novembre a Shanghai e Guangzhou. “Icon Italy è un grande evento di degustazione che ha successo grazie alla qualificata selezione di aziende vinicole, al gruppo di appassionati e alle risorse mediatiche di cui dispone Vinehoo, come collegamento tra aziende vinicole e consumatori da dedicare alla promozione della cultura del vino, con l’obiettivo di costruire ed espandere l’influenza del marchio per creare vantaggi alle aziende – spiega Eva Xia, del gruppo Vinehoo – per questo fin dal primo evento abbiamo avuto successo, infatti Icon Italy Grand Tasting nel 2016 ha avuto un impatto enorme sul mercato anche perchè in questi anni l’Italia è diventata uno delle regioni vinicole più importanti di Vinehoo sia in termini di velocità di sviluppo che di scala, con il 2021, Icon Vinehoo -Italy torna con una nuova immagine».



Il vino italiano che viene importato in Cina vale in totale 143 milioni di euro. E questo valore viene sviluppato da un numero relativamente basso di ettolitri: 375mila circa. Tornano a girare i numeri dell’economia cinese dopo la forte battuta d’arresto causata dall’insorgere della pandemia. Il vino di importazione, stando ai dati di settore registrati all’inizio del 2021, ha registrato una flessione annua del 27%, chiudendo il 2020 con un valore di 1,6 miliardi di euro, contro i 2,8 dell’anno precedente. La svalutazione del 2% della moneta cinese conseguente all’insorgere dell’emergenza sanitaria ha contribuito ad incrementare il valore delle perdite.


Un dato, tuttavia, rapidamente rientrato con l’inizio del 2021, anche grazie alle numerose riforme attuate dal governo di Pechino. Fino alla fine del 2020 l’Italia manteneva il quarto posto tra le nazioni importatrici di vino nel paese, con un patrimonio di 101 milioni di euro in rappresentanza del 5% delle esportazioni complessive. Con l’Australia fortemente penalizzata dalle misure antidumping (-84,5% in valore nei primi sei mesi del 2021 rispetto al 2020), sembra essere ora il momento del vino italiano in Cina. Nei primi sei mesi del 2021 il nostro paese è salito dal quarto al terzo posto, con una quota di mercato in doppia cifra dopo tanti anni, 10,26% dietro a Cile e Francia, e un prezzo medio a bottiglia cresciuto del 15% rispetto all’anno precedente.



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