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Giovedì 12 agosto 2021 - 16:08

Toshiba torna all’attivo, ma restano incertezze su management

Entro l'anno una nuova assemblea per decidere su Ceo

Toshiba torna all’attivo, ma restano incertezze su management
Roma, 12 ago. (askanews) – Toshiba, il gigante dell’elettronica giapponese al centro di una complessa controversia societaria, è tornato in attivo nel trimestre aprile-giugno 2021, per la prima volta dopo due anni di rosso. L’ha annunciato la stessa compagnia in una conferenza online.


Nel secondo trimestre dell’anno il keiretsu (conglomerato) nipponico ha ottenuto un utile operativo di 14,5 miliardi di yen (112 milioni di euro). Le ewntrate sono cresciute del 21 per cento a 727,8 miliardi di yen (5,6 miliardi di euro).



A tirare sono stati soprattutto i semiconduttori e gli hard disk.


Le cose sono andate meglio del previsto, anche se Masayoshi Hitata, il chief financial officer del gruppo, ha detto che la pandemia pone ancora incertezze sull’andamento dei conti dell’azienda e altre incognite sono poste dalla carenza globale dei semiconduttori.



Questo risultato positivo, comunque, si colloca in un momento di grande incertezza sul management del gruppo nipponico da anni al centro di scandali e tensioni interne. La pressione degli investitori stranieri, ha già portato ad aprile al dimissionamento dell’ex presidente Nobuaki Kurumatani.


A capo dell’azienda è stato posto Satoshi Tsunakawa, ma è già in corso un’ulteriore transizione e si sta cercando un successore di Tsunakawa, oltre che di tutti gli altri incarichi apicali. Nella conferenza online Tsunakawa ha detto di volere “che si nomini al più presto un nuovo management e, se possibile, entro l’anno si tenga l’assemblea straordinaria delgi azionisti”.



A giugno scorso un’indagine indipendente ha rivelato che Toshiba avrebbe tramato col governo per influenzare nella precedente assemblea straordinaria annuale gli azionisti in modo da confermare Kurumatani al vertice. Questo ha portato a far saltare due candidati al board.


Da parte sua Kurumatani si era dimesso dopo che la CVC Partners aveva espresso un interesse ad acquistare Toshiba per circa 17 miliardi di euro. In seguito, le incertezze societarie di Toshiba hanno portato a mettere da parte il progetto.


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