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Giovedì 6 maggio 2021 - 18:56

Renault, de Meo: 90% vendite al 2030 saranno auto elettrificate

"Se norme confermate, entro 2035 fine dei motori termici in Ue"
Renault, de Meo: 90% vendite al 2030 saranno auto elettrificate

Milano, 6 mag. (askanews) – Nel 2030 il 90% delle vendite Renault saranno vetture elettrificate che rappresenteranno il 40% del mercato in Europa, dove entro il 2035, se le impostazioni delle norme saranno confermate, è probabile che i motori termici usciranno di scena. E’ quanto affermato dal numero uno di Renault, Luca de Meo, che nell’incontro online Renault Talk ha delineato il lungo percorso verso la mobilità del futuro in cui la casa della Losanga vuole essere protagonista giocando su più fronti. Non solo produzione di auto (con tecnologia E-Tech full e plug-in hybrid e 100% elettriche) con 24 nuovi modelli attesi entro il 2025 di cui 11 full electric, ma anche di batterie, con la costruzione nel Nord della Francia di una fabbrica all’avanguardia con un partner che sarà definito a breve. Centrali saranno anche lo sviluppo di software per auto e per la gestione della mobilità urbana per cui è stata creata l’alleanza Software Republic con i colossi francesi del settore (Dassault Systèmes, Stm, Thales e Atos), la mobilità condivisa e lo creazione di ecosistemi energetici sostenibili di cui si occupa la divisione Mobilize e l’economia circolare con l’hub Re-Factory, con l’obiettivo di riciclare fino a 120mila veicoli l’anno. “Il nostro obiettivo è di riposizionare il brand riducendo i volumi per aumentare la qualità e valore delle vetture. Vogliamo diventare il brand più green e tecnologico in Europa”, ha detto il Ceo Luca de Meo durante l’incontro online Renault Talk. Intanto i primi risultati dell’offensiva elettrica si vedono: il 33% delle vendite del gruppo in Francia e il 22% in Europa sono vetture ibride.

In occasione del piano di rilancio Renaulution, de Meo ha indicato un target di margini per il gruppo del 3% entro il 2023 e del 5% entro il 2025. “Veniamo da due anni difficili, ma questa crisi è per noi una grande opportunità di cambiamento. In passato abbiamo fatto grandi numeri e volumi che però non si sono tradotti in risultati altrettanto soddisfacenti. Riteniamo che il 3% sia una base da cui partire, è un target conservativo ma siamo qui per batterlo. Vogliamo essere credibili e fissare obiettivi che possiamo raggiungere e superare”. Se il piano Renaulution avrà successo, secondo de Meo, ci sarà “un effetto positivo sul Pil della Francia di 8 miliardi di euro l’anno”.

Sempre in ottica di riposizionamento, Renault punta molto sui segmenti C e D con 7 nuovi modelli tutti elettrificati entro il 2025. Il primo sarà il C-Suv Arkana E-Tech Hybrid atteso a giugno e che in un mese ha già raccolto 6mila ordini in Europa. Entro la prima metà del 2022 invece arriveranno il nuovo Kangoo e la Megane E full electric che secondo de Meo rappresenterà una svolta. “La Megane elettrica sarà il primo modello della nuova era Renault con il nuovo logo e sarà fra i veicoli elettrici più competitivi del settore per prestazioni, autonomia e tecnologia”. Un altro modello molto atteso è la rivisitazione dell’iconica R5 in versione full electric che arriverà nel 2023. “Oggi siamo arrivati al punto che la profittabilità di un veicolo elettrico è più alta del termico, ma non in termini percentuali. L’obiettivo è di arrivare sugli stessi livelli entro il 2025 e Renault 5 sarà la dimostrazione che ci siamo riusciti”. La R5 non sarà l’unico progetto di questo tipo: “Renault ha un archivio enorme di modelli di grande successo a cui attingere”, ha detto de Meo. Il numero uno di Renault ha poi passato in rassegna i mercati dove il gruppo punta a crescere di più come Brasile, India e Marocco, ma anche Russia, potenziando il marchio Lada, e Turchia “uno dei nostri pilastri”, dove è già leader di mercato.

Tornando al presente de Meo ha fatto un elenco delle principali criticità che sta affrontando il comparto, come l’aumento dei prezzi delle materie prime, l’effetto negativo dei cambi, ma soprattutto la mancanza di chip. “La situazione sui semiconduttori è molto incerta, c’è poca visibilità. Nel secondo semestre andrà meglio, anche perché saremo più organizzati, ma la crisi sembra essere un problema strutturale. Ci si chiede se l’auto deve investire in capacità di produzione di chip, ma è un tema molto complesso da affrontare. Sicuramente bisogna accorciare le catene dei fornitori e rivedere le strategie di approvvigionamento”, ha detto.

L’elettrificazione non sarà l’unica strada verso la mobilità sostenibile. Renault punta molto anche sull’idrogeno, in prima battuta per i veicoli commerciali leggeri, per cui ha fatto una joint venture con l’americana Plug Power. “E’ dal 2014 che lavoriamo sull’idrogeno. Entro la fine dell’anno o al massimo all’inizio del 2022 avremo su strada i primi veicoli commerciali a idrogeno”, ha detto Gilles Le Borgne, direttore ingegneria del gruppo Renault.

Infine de Meo ha fatto un accenno anche alla discussioni nate intorno all’annuncio di Renault di voler fissare in 180 km/h la velocità massima delle proprie vetture entro il 2022. “La vera notizia non era il limite dei 180 km/h che ci sembra un impegno responsabile considerando che il 30% degli incidenti sono causati dalla velocità, ma il fatto che i nostri sistemi di guida autonoma ‘Level 2 Plus’ che debutteranno su Megane E rispetteranno i limiti e regoleranno la velocità in base alle situazioni di pericolo. Su questo punto abbiamo preso una posizione e la manterremo”.

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