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Venerdì 30 aprile 2021 - 14:36

Cina, campagna “rettificazione” Big Tech: multe a Tencent e altre

Le autorità regolatri continuano ad agitare il randello
Cina, campagna “rettificazione” Big Tech: multe a Tencent e altre

Roma, 30 apr. (askanews) – L’autorità di regolazione del mercato cinese ha dato un ulteriore segnale alle Big Tech cinesi, imponendo loro una multa per non aver riportato correttamente l’acquisizione di concorrenti più picocle e l’attivazione di nuove joint venture. Lo segnala oggi il South China Morning Post.

Si tratta dell’ennesimo colpo dato dalle autorità regolatorie cinesi nei confronti delle aziende tech. Questa volte sono state colpite Tencent Holdings, Didi Chuxing e altre otto grandi compagnie tech.

Le multe non sono particolarmente salate per giganti di quella portata – per ognuna 500mila yuan (77.243 dollari) – ma rappresentano un ulteriore segnale inviato dall’Amministrazione statale per la regolazione di mercato (SAMR) che il tempo della condiscendenza è finito.

Inoltre, le ammende indicano ulteriormente che a essere nel mirino non è soltanto, come era parso in un primo momento, Alibaba, l’impero del funambolico miliardario Jack Ma, ma tutto il comparto dei mammuth digitali cinesi, diventato probabilmente troppo grosso e influente per le autorità di Pechino anche grazie a una leggerezza regolatoria non presente in altri settori economici.

Così, a partire dagli ultimi mesi dello scorso anno, sono iniziati i colpi duri. Il primo a pagarne le spese è stato Jack Ma, non a caso da allora sostanzialmente sparito dai radar, che ha visto cancellata all’ultimo momento la collocazione in borsa del braccio finanziario di Alibaba, Ant Group, in un affare da 34,5 miliardi di dollari. Ant è stata costretta a una ristrutturazione.

Poi, lo scorso mese, Alibaba s’è vista recapitare una multa per 2,8 miliardi di dollari motivata dai comportamenti monopolistici nei confronti dei venditori che utilizzano la sua piattaforma di e-commerce.

Ma che non fosse solo un accanimento nei confronti di Jack Ma è stato chiarito con i fatti nelle ultime settimane. Prima con la convocazione di tutte le Big Tech cinesi da parte delle autorità regolatorie, che hanno fatto una dura ramanzina chiedendo loro di tirar fuori nello spazio di due settimane impegni alla “rettificazione” delle loro pratiche. E svendolando come minaccia proprio la multa comminata ad Alibaba.

Poi annunciando l’apertura di un’indagine, sempre per pratiche vessatorie nei confronti dei venditori, contro la piattaforma di deliveri Meituan.

Infine oggi le autorità regolatorie cinesi hanno avvertito 13 delle principali compagnie tecnologiche del paese di “rettificare i principali problemi” delle loro piattaforme. Secondo quanto ha riferito l’agenzia di stampa ufficiale Xinhua, bersaglio dell’avvertimento di Pechino sono state le fintech controllate da Baidu, JD.com, Meituan, Didi, oltre a ByteDance (TikTok). Non Ant Group di Alibaba, perché a quella il messaggio è già arrivato forte e chiaro.

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