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Martedì 6 aprile 2021 - 10:36

Vietnam mette nel mirino del fisco i giganti del web

Hanoi vuole dai gruppi tech pagamento tasse e accesso a dati
Vietnam mette nel mirino del fisco i giganti del web

Roma, 6 apr. (askanews) – Una certa familiarità nel combattere contro le superpotenze, il Vietnam ce l’ha. Ma, se qualche decennio fa la superpotenza si chiamava Stati uniti, oggi le nuove superpotenze hanno nomi come Amazon, Netflix, Alibaba o Google e il campo di battaglia è quello dei soldi e dell’informazione. Il paese del Sudest asiatico, infatti, sta proponendo alcune regolamentazioni e norme che puntano a costringere i giganti tech a consegnare più risorse in termini di tasse e in termini di dati.

Secondo quanto scrive oggi Nikkei Asia, Hanoi intende dare a ispettori di stato la possibilità di accedere ai dati interni sui venditori nei siti di e-commerce e, per quanto riguarda le tasse, imporre un nuovo sistema di raccolta fiscale che già è stato bollato da alcuni giganti tech come troppo oneroso.

A fine marzo il Dipartimento generale per la tassazione vietnamita ha rilasciato una bozza di circolare, che ora è disponibile per il dibattito pubblico, nella quale è delineato un doppio sistema per il pagamento delle tasse dovute dalle piattaforme web.

Prevede una possibile tassazione alla fonte: un utente che voglia, per esempio, iscriversi a una nota piattaforma di streaming a pagamento effettuerà la normale transazione online e la banca a cui questa operazione fa riforimento tratterrà una quota di tasse, per trasferire alla piattaforma il resto.

Per evitare questo sistema, però, le piattaforme straniere potranno scegliere una seconda strada, che è quella di registrarsi presso un portale della Direzione generale per la tassazione e presentare una dichiarazione fiscale in maniera autonoma.

Già diversi giganti web si sono lamentati e Jeff Paine, direttore dell’Asia Internet Coalition (che include Airbnb, Yahoo e Line), ha definito il sistema “iper-complesso” foriero per le imprese di “costi onerosi e non necessari lungo la catena di valore”, anche per i clienti vietnamiti. Insomma la minaccia è che questo costo in più venga scaricato sugli utenti.

Altri, come Netflix, mantenfono un profilo più basso e rivelano di aver ein corso un’interlocuzione col governo vietnamita.

Per quanto riguarda i dati, la proposta si concentra sulle piattaforme di e-commerce, che Hanoi vuole obbligare e concedere l’accesso a suoi ispettori per avere visione dei dati relativi ai venditori. L’obiettivo dichiarato dalle autorità è quello di combattere il commercio di beni contraffatti e altre irregolarità.

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