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Venerdì 18 novembre 2022 - 10:50

Politica, ricerca, poesia: Lo Schermo dell’arte torna in presenza

A Firenze la 15esima edizione del festival di cinema e arte

Politica, ricerca, poesia: Lo Schermo dell’arte torna in presenza
Firenze, 18 nov. (askanews) – Politici, sperimentali, di documentazione o di ricerca. I film che ogni anno arrivano al festival Lo Schermo dell’Arte a Firenze sono un viaggio dentro le immagini in movimento e la pratica filmica applicata all’arte contemporanea. Un appuntamento diventato di riferimento che per il 2022 vede il pieno ritorno alla presenza di protagonisti e pubblico.


“Per noi era fondamentale – ha detto ad askanews Silvia Lucchesi, direttrice del festival fiorentino – far capire quanto è importante tornare a vedere i film al cinema, non soltanto quelli del nostro festival. E una novità di quest’anno, che nei primi giorni ci ha già confermato le aspettative che avevamo, è stata quella di offrire gratuitamente, grazie all’aiuto di Gucci, l’ingresso agli under 30. Questa è una cosa importante, perché riteniamo che bisogna puntare sui giovani per creare il pubblico del futuro”.



Tra la storia dell’assalto al Campidoglio di Washington e il racconto carcerario di come si può diventare artisti anche nei contesti più difficili, sullo schermo del cinema La Compagnia si alternano racconti biografici e indagini sulle possibilità visive, bene esemplificate dal focus sul lavoro di Rosa Barba. Ma tra i grandi ospiti di questa edizione c’è anche Philippe Parreno. “Quest’anno siamo molto felici – ha aggiunto la direttrice – di avere Parreno presente alla proiezione in sala. Il suo è un film che non è nato per la sala cinematografica e lui viene proprio per poterlo vedere sul grande schermo. È un film dedicato alla casa dove Francisco Goya ha vissuto gli ultimi anni della sua vita ed è stato prodotto per la grande mostra alla Beyeler Foundation di Basilea”.


Un altro degli artisti della 15esima edizione de Lo Schermo dell’Arte è poi Giorgio Andreotta Calò, protagonista brillante della scena italiana, che qui ripensa il mito classico. “Questo è un film di una bellezza e di una poeticità straordinaria – ha concluso Silvia Lucchesi – intorno al tema di Dedalo e Icaro. Però raccontato attraverso la vicinanza con il mondo delle falene e delle farfalle”.



Tutti i lavori ci parlano, comunque, di un mondo complesso, ma soprattuto della ricerca continua di sguardi complessi, di prospettive di cambiamento possibile. Non sempre si esce rasserenati dalla visione dei film, che sanno essere molto duri, come nel caso di Andres Serrano, ma, questo sì, si esce con la consapevolezza di avere visto, di esserci stati. Qui e adesso.


(Leonardo Merlini)



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