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Sabato 13 agosto 2022 - 10:31

Libri, “Non voglio imparare a vivere” omaggio al Ponte Morandi

Il nuovo romanzo della scrittrice salernitana Maria Pagano

Libri, “Non voglio imparare a vivere” omaggio al Ponte Morandi
Salerno, 13 ago. (askanews) – Era il 14 agosto 2018 quando a Genova, il viadotto Polcevera, noto anche come Ponte Morandi, dal nome del suo progettista Riccardo Morandi, crollava, collassando su stesso e causando la morte di 43 persone. Quattro anni dopo esce “Non voglio imparare a vivere”, nuovo romanzo della scrittrice Maria Pagano (Albatros edizioni).


Dopo “Mani di Terra, terra di mani” (2019) e “Le pietre di Virginia”- (2020), l’autrice salernitana trae spunto da quel drammatico evento per accendere un riflettore sul tema degli errori, umani, veniali o talvolta irrimediabili.



L’esigenza di raccontare e raccontarsi attraverso i suoi personaggi, si esprime in un messaggio di ribellione di Ginevra, la protagonista; una fotoreporter che, nel disastro di Genova, perde i genitori e, dopo la sofferenza e la crescita interiore, crea e plasma un nuovo modo di vivere. Attraverso la fotografia – vera voce narrante del racconto – impara a catturare “dolori e ritratti dell’anima”; una savana dei sentimenti in cui paesaggi ed emozioni diventano guerrieri.


Il libro è dedicato alla fotoreporter Letizia Battaglia. Ruvido, emancipato, spettinato di parole che scuotono l’anima femminile e non solo. Sullo sfondo la tragedia del Morandi. In copertina l’opera “In Sites” di Deborah Napolitano Dienne.



A quattro anni dal disastro, il ricordo e l’evocazione di quel che poteva essere evitato: lo spettro del crollo.


“La mia esigenza di scrivere è fame d’aria – spiega l’autrice – raccontare gli esseri umani, senza disturbare il mondo, la mia tremula finalità ‘Non voglio imparare a vivere’ è la reazione di una donna che ha compreso che si puo vivere diversamente da come ci viene imposto”.



Da Genova all’Australia, alla Cornovaglia, a Prato Nevoso (Cn), Ginevra, con la sua macchina fotografica, ci conduce in tanti luoghi, per “testimoniare la bellezza del mondo e i ciclici evitabili di errori che gli umani da sempre continuano a commettere. Non spera ma s’impone di cercare il sole”.


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