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Venerdì 24 giugno 2022 - 08:53

Cuori che battono all’unisono: nel mondo di Marinella Senatore

Incontro con l'artista dopo la grande performance a Londra

Cuori che battono all’unisono: nel mondo di Marinella Senatore
Londra, 24 giu. (askanews) – Un’arte fatta di scambio, azioni collettive, rottura delle regole sociali. Un’arte trasformativa e di comunità, che esplode e si manifesta attraverso dei grandi rituali collettivi. È questo uno degli aspetti più significativi della pratica di Marinella Senatore, tra le figure chiave dell’arte italiana in questo momento, che a Londra, in occasione della mostra “Afterglow” presso la Galleria Mazzoleni, ha organizzato una grande azione performativa in diversi luoghi della città, da un autobus alla centrale di Battersea. L’abbiamo incontrata per provare a confrontarci con la forza del suo lavoro.


“A me fa strano continuare a definire performance quello che faccio – ha detto Marinella Senatore ad askanews – perché veramente non credo abbia esattamente le caratteristiche di una performance. A un certo punto sembra un rituale collettivo, mi piace molto pensarla così: somiglia a volte più a dei carnevali politici”.



Un carnevale che riesce a coinvolgere, a valorizzare le persone.


Degli oltre 200 performer che hanno preso parte alla giornata londinese solo una parte erano professionisti, molti erano persone comuni, spesso provenienti da contesti complessi. Che qui hanno mostrato un altro volto, quello che l’artista considera il loro volto reale, al di là delle definizioni che la società ci attribuisce. Con esiti che nessuno, neppure lei, può controllare.



“In generale – ha aggiunto l’artista – quella è la mia qualità: intercettare l’energia degli altri, portarla a un livello che nessuno di noi immagina sia possibile, nemmeno io. Io capisco solo adesso, dopo tanti anni, quello che può succedere quando ci sono delle componenti anche sociali di un certo tipo. Però il mio lavoro, in realtà, sta anche nel fare dei passi indietro. Non è una performance in teatro, non è uno spettacolo, non è un talent show, né una corrida da dilettanti allo sbaraglio. E’ proprio qualcosa di molto diverso a cui si accede attraverso delle arti che utilizzano linguaggi performativi, ma non è mai cantare per cantare o danzare per danzare”.


Il risultato, quello che si vede poi partecipando ai rituali anche solo in veste di spettatori, è qualcosa di difficile da spiegare a parole, ma ha l’evidenza di un atto d’arte, all’interno del quale le persone sembrano letteralmente risplendere. “Ci sono degli studi di neuroscienza – ha concluso Senatore – che recentemente hanno dimostrato che questo tipo di rituali collettivi fa allineare in certe occasioni il battito cardiaco delle persone, che diventa all’unisono”.



E come il grande io del poeta Walt Withman conteneva moltitudini, allo stesso modo funziona la pratica di Marinella Senatore, che di queste moltitudini diventa portavoce e amplificatore.


Leonardo Merlini


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