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Mercoledì 18 maggio 2022 - 15:20

Gli esperimenti di Samantha Cristoforetti nella missione Minerva

Otto esperimenti italiani di cui sei selezionati dall'ASI

Gli esperimenti di Samantha Cristoforetti nella missione Minerva
Milano, 17 mag. (askanews) – L’astronauta italiana dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) Samantha Cristoforetti è di nuovo sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) per la missione europea Minerva. È partita il 27 aprile alle 9.52 ora italiana dalla rampa 39A del Kennedy Space Center a bordo della capsula Dragon Crew-4 chiamata Freedom della società privata americana SpaceX.


Insieme a lei, tre colleghi americani della NASA: Kjell Lindgren, Robert Hines e Jessica Watkins.



Samantha Cristoforetti era stata già nello spazio tra il 2014 ed il 2015 per la missione FUTURA dell’Agenzia Spaziale Italiana nel corso della quale stabilì il record di permanenza in orbita in una singola missione per una donna totalizzando 199 giorni e 16 ore consecutivi nello spazio. L’equipaggio della Crew-4 a bordo della Stazione Spaziale è parte dell’Expedition 67 e rimarrà in orbita fino al prossimo settembre.


Ecco il dettaglio degli esperimenti Italiani della missione MINERVA: PROMETEO (ASI/ESA) PROMETEO è un nuovo esperimento ASI che ha l’obiettivo di indagare come la protezione antiossidante può ridurre lo stress ossidativo, uno degli effetti più pericolosi del volo spaziale. Lo stress ossidativo colpisce il sistema nervoso centrale e contribuisce a generare diverse patologie gravi anche sulla Terra, come il morbo di Crohn e il Parkinson.



PROMETEO mira a rendere possibili missioni umane più durature nello spazio, offrendo al contempo supporto ai pazienti a Terra.


Principal Investigator (PI) Gianni Ciofani e Co-I Giada Genchi dell’Istituto Italiano di Tecnologia e Kayser Italia responsabile realizzazione apparato.



OVOSPACE (ASI/NASA) Ovospace cerca di determinare l’impatto dell’ambiente spaziale sulle cellule dell’apparato riproduttivo femminile. L’esperimento utilizza culture di cellule ovariche bovine che saranno incubate a 37°C per 72 ore in orbita prima di rimandarle a Terra per essere analizzate.


PI Mariano Bizzarri e Co-I Andrea Fuso – Medicina Sperimentale Università Sapienza di Roma. Responsabile realizzazione apparato Aerospace Laboratory for Innovative Components.


EVOO IN SPACE (ASI/ESA) Esperimento che studierà l’impatto della microgravità e delle radiazioni sulle caratteristiche fisico-chimiche, sensoriali e nutrizionali dell’olio extravergine d’oliva italiano in quanto alimento ricco di antiossidanti e con proprietà antiinfiammatorie.


PI Enzo Perri – CREA (Centro di Ricerca Olivicoltura, Frutticoltura ed Agrumicoltura), in collaborazione con Unaprol, Coldiretti, Telespazio e Eat Freedom.


Acoustic Diagnostics (ASI/ESA) ACOUSTIC DIAGNOSTICS, storico esperimento italiano presente sulla ISS dal 2019, già eseguito da Luca Parmitano, Andrew Morgan e Mathias Maurer. L’obiettivo è la valutazione degli eventuali danni all’apparato uditivo. Gli astronauti sono stati sottoposti a test audiologici prima e dopo la missione. Il test è in grado di fornire una valutazione della funzione uditiva in un ambiente rumoroso, in modo veloce e non invasivo.


I risultati permetteranno di evidenziare eventuali danni all’apparato uditivo, anche di lieve entità e di natura transitoria, e avranno ricadute sul benessere degli astronauti in future missioni di lunga durata.


PI Arturo Moleti del dipartimento di Fisica dell’Università di Roma Tor Vergata, coadiuvato da un team composto da ALTEC, Campus Biomedico, università La Sapienza, INAIL e CNR.


LIDAL (ASI/NASA) LIDAL (Light Ion Detector for ALTEA) è un rivelatore di particelle costruito a partire dal payload ASI ALTEA, del quale ha ampliato e potenziato le caratteristiche, abbinandolo a una coppia di rivelatori basati su scintillatori ed elettronica veloce. Ha come obiettivo studiare e caratterizzare la radiazione cosmica a bordo della ISS. In particolare, LIDAL permette di: misurare protoni e nuclei di Elio; effettuare la misura diretta delle velocità di ciascuno ione, attraverso un sistema di tempo di volo. Questa capacità permette una più efficace identificazione nucleare; investigare anche quelle caratteristiche della radiazione nella ISS necessarie a fornire informazioni sulle probabilità di arrivo di Solar Particle Event particolarmente dannosi.


LIDAL è stato portato a bordo della ISS da NG-12 il 2 novembre 2019 ed è stato installato ed acceso per la prima volta da Luca Parmitano il 19 gennaio 2020; da allora opera quasi ininterrottamente, producendo una cospicua mole di dati ogni giorno. I dati di LIDAL, come accadeva per quelli di ALTEA, arrivano in tempo reale nella User Home Base del Dipartimento di Fisica dell’Università di Roma Tor Vergata, dove vengono pre-processati e pre-analizzati.


PI Livio Narici Università Tor Vergata / INFN NutrISS (ASI/ESA) È un esperimento scientifico realizzato dall’ASI proposto dal professor Gianni Biolo dell’Università degli Studi di Trieste e già eseguito da Luca Parmitano e Mathias Maurer a bordo della ISS rispettivamente nel 2019/2020 e nel 2021/2022. La sperimentazione ha come obiettivo quello di mantenere una composizione corporea ideale evitando l’aumento del rapporto massa grassa/massa magra dovuto a vari fattori ambientali nello spazio. I risultati dell’esperimento potrebbero essere utili per la gestione clinica dei pazienti malnutriti e/o obesi immobilizzati sulla Terra oltre che per astronauti in future missioni di lunga durata. Responsabile tecnico per la realizzazione dell’apparato è la Kayser Italia di Livorno.


SUTURE IN SPACE (ESA) La ricerca si propone di analizzare il comportamento delle suture e i processi di riparazione dei tessuti in condizioni di microgravità al fine di: comprendere meglio il ruolo della gravità e dei fattori meccanici sul comportamento delle suture e sulla guarigione delle ferite; selezionare materiali e tecniche di sutura adatti alle condizioni di microgravità, sviluppando strategie che favoriscano i processi di riparazione in tali condizioni; migliorare le tecniche di sutura (anche a Terra) per prevenire la formazione di cicatrici fibrotiche e cheloidi e promuovere i processi di riparazione nei soggetti più fragili e compromessi.


PI: Monica Monici, Dip. di Scienze Biomediche Sperimentali e Cliniche “Mario Serio”, Università degli Studi di Firenze.


Enti italiani coinvolti: Dip. di Chirurgia e Medicina Traslazionale, Università degli Studi di Firenze Dip.


di Medicina Sperimentale e Clinica, Università degli Studi di Firenze Dip. di Scienze della vita, Università di Siena Dip. di Medicina e Scienze della Salute “Vincenzo Tiberio”, Università degli Studi del Molise Dip. di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari, Università di Milano PASTA (ESA) PI: Libero Liggieri CNR-ICMATE, Co-I: Francesca Ravera, Eva Santini CNR-ICMATE, Co-I: Luigi Cristofolini, Davide Orsi, Valentina Lorusso, Marco Vaccari Università di Parma – Dip.


di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche La microgravità fornisce l’ambiente ideale per studiare i processi fondamentali che guidano la destabilizzazione di emulsioni, e schiume, quali coalescenza, aggregazione e Ostwald ripening di gocce e bolle, in assenza dei processi di segregazione, attivi sulla terra a causa delle differenze di densità. In supporto ad un ampio progetto di ricerca internazionale, indirizzato a sviluppare modelli predittivi per la formulazione di emulsioni sostenibili in vari campi applicativi, PASTA si prefigge di: Studiare il ruolo dei tensioattivi e dei loro effetti sulle proprietà dinamiche delle interfacce (es., reologia interfacciale) nella stabilità e nei processi di destabilizzazione di emulsioni e schiume e nella dinamica delle goccioline dell’emulsione.


Misurare parametri fondamentali dei processi di destabilizzazione da inserire nella modellizzazione teorica e numerica dell’aging di emulsioni.


Lme


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