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Venerdì 11 febbraio 2022 - 12:24

Dall’avidità alla cura della Terra: nuovo libro di Vandana Shiva

EMI presenta la prima edizione mondiale del saggio

Dall’avidità alla cura della Terra: nuovo libro di Vandana Shiva
Milano, 11 feb. (askanews) – “La vita e la libertà sono una cosa sola”. Ma non c’è libertà, e se non si inverte la rotta non ci sarà più vita nel vicolo cieco di un modello economico che, dopo la pandemia, è diventato sempre più incompatibile con la cura dell’umano e una positiva relazione con la Terra. Attivista, tra le più importanti esponenti dell’ecologia sociale, nel suo nuovo libro – intitolato “Dall’avidità alla cura” e pubblicato da EMI in prima edizione mondiale – Vandana Shiva ripercorre i passaggi cruciali e i presupposti ideologici e culturali che, nel 2020, accelerati dalla pandemia hanno contribuito a creare una “tempesta perfetta”.


L’epoca in cui viviamo, l’Antropocene, ha visto l’uomo protagonista di un processo di “disarticolazione dei nessi ecologici con Madre Terra” senza precedenti. Estrattivismo, disuguaglianze, interventi radicali sui codici stessi – antropologici, genetici, culturali – dell’esistenza. Davanti a questa realtà, non si può proseguire con una logica lineare di crescita che non tenga conto della complessità e dell’interconnessione tra i viventi. È urgente – scrive l’autrice – trovare un’altra strada per riconciliarci con il Pianeta. Dobbiamo, attraverso le economie di cura, inaugurare una nuova fase di democrazia globale, che impedisca all’avidità di pochi di trasformare l’abbondanza in scarsità, il diritto in privilegio, l’interconnessione tra i viventi in sopraffazione e dominio dell’1 per cento sul 99 per cento della popolazione”.



Ed è possibile farlo, secondo Vandana Shiva, decolonizzando il nostro immaginario economico e sociale, prendendo coscienza dell’interconnessione profonda tra gli esseri, umani e non umani, e l’ambiente. È ciò che questo libro vuol contribuire a fare, soprattutto tra le nuove generazioni.


Nato da un’intensa riflessione sulla Laudato si’ di Papa Francesco, il libro mostra come non si possano affrontare le molte emergenze (climatica, sanitaria, economica, sociale e democratica) che sconvolgono la società globale senza andare al cuore del problema: “Ci muoviamo ancora in un immaginario antropocentrico, che tratta la Terra e l’altro da sé come materia inerte da colonizzare”. La crisi planetaria rivela ogni giorno di più che dobbiamo uscire da questo immaginario, decostruendo un sistema economico malato e al contempo costruendo una nuova alleanza ecologica che riporti l’economia ad essere “cura della casa comune”.



Occorre dunque – spiega la scienziata indiana, che individua nel dualismo cartesiano mente-corpo, uomo-natura la matrice culturale di molti dei nostri problemi – cambiare il paradigma che orienta i sistemi sociali, spingendoci oltre la spirale di iniquità e ingiustizia. Dobbiamo perciò “passare da modelli improntati al meccanismo e mossi dall’avidità a economie di cura che tengano conto di un principio fondamentale della logica del vivente: tutto è connesso, tutto è in relazione”. Tutto è vita.




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