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Giovedì 20 gennaio 2022 - 16:57

Kunst Meran, tre nuove mostre per il programma del 2022

"Eliografie, incomplete", "TOGETHER" e "Turning Pain into Power"

Kunst Meran, tre nuove mostre per il programma del 2022
Milano, 20 gen. (askanews) – Si è tenuta questa mattina la conferenza stampa online sul programma 2022 di Kunst Meran -Merano Arte. È stata un’occasione per ripercorrere le attività svolte nel 2021 e anticipare il programma del 2022. Anche quest’anno, la programmazione di Kunst Meran Merano Arte spiegano gli organizzatori, “conferma la sua intenzione di allontanarsi da rigide distinzioni tra arte locale e internazionale, giovane e di generazioni precedenti, ricerche affermate e meno note, sempre sostenendo una stretta collaborazione con gli artisti e le artiste. In alcuni casi, questa collaborazione diventerà un modo per far luce, o addirittura rivalutare, il lavoro di altre personalità artistiche”.


Sarà questo il caso, ad esempio, della mostra con cui si aprirà il programma espositivo di quest’anno, “Eliografie, incomplete” curata da Ursula Schnitzer, in cui Elisabeth Hölzl è stata invitata a indagare da una prospettiva artistica il lavoro di un’altra artista, Gina Klaber Thusek, e a rileggere il proprio a partire da questo confronto. Questa fusione tra due retrospettive porta alla creazione di un nuovo insieme, inaspettato, che mostra le opere di entrambe sotto una nuova luce. In mostra, Elisabeth Hölzl propone una visione artistica tanto del proprio lavoro quanto di quello di Gina Klaber Thusek, ponendo interrogativi sullo sviluppo della ricerca e sulle modalità attraverso cui vengono trattati i differenti materiali e media. Con questa esposizione, prosegue anche l’impegno di Merano Arte nell’ampliamento della storia artistica e culturale del territorio includendo narrazioni mancanti, come accade spesso soprattutto in ambito femminile.



Seguirà la collettiva “TOGETHER – Interact, Interplay, Interfere”, curata da Judith Waldmann, dedicata al tema della comunità. In essa, l’interesse da parte degli artisti per la società e le sue condizioni ricoprirà un ruolo centrale. La mostra sarà anche una testimonianza di come l’arte possa essere caratterizzata, piuttosto che da una fruizione passiva e contemplativa, da un’esperienza attiva. Si porrà inoltre come esempio di come si possano superare distinzioni rigide tra lavoro artistico, curatoriale e educativo.


Il programma espositivo del prossimo anno terminerà con “Turning Pain into Power”, sempre curata da Judith Waldmann, incentrata su temi sociali critici. Ciò che accomunerà le personalità artistiche coinvolte sarà il fatto di aver sviluppato strategie volte non solo a sottolineare le diseguaglianze sociali ma anche a contrastarle.



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