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Mercoledì 13 ottobre 2021 - 13:01

Festival Cinema Roma, Delli Colli: sfida riportare pubblico in sala

La presidente Fondazione Cinema per Roma intervistata da Dimensione Informazione

Festival Cinema Roma, Delli Colli: sfida riportare pubblico in sala
Roma, 13 ott. (askanews) – Il cinema italiano “continua a soffrire nelle sale l’effetto covid. Ma forse proprio i mesi difficili che abbiamo attraversato hanno, per così dire, irrobustito e risvegliato la creatività e nelle imprese una nuova voglia di fare squadra, non sempre riuscita nel tempo. Certo, soprattutto per gli esercenti e i distributori, i numeri delle ultime stagioni segnate dalla pandemia sono drammatici, ma le troupe hanno messo in campo covid manager e applicato protocolli speciali a cominciare dall’obbligo dei tamponi, riuscendo a contenere i danni. Se la produzione, anche grazie alla serialità, ha tenuto forte, oltre i grandi set, è il sistema cinema che uscirà con un cambiamento profondo da questa stagione drammatica”.


Lo afferma, in una intervista sull’ultimo numero di Dimensione Informazione, il mensile di politica, economia e società diretto da Roberto Serrentino, Laura Delli Colli, Presidente Fondazione Cinema per Roma, alla vigilia della kermesse cinematografica in programma dal 14 al 24 ottobre.



Tra i temi affrontati, le ricadute sulla capitale del Festival del cinema di Roma: “personalmente credo che scegliere di mantenere anche nel momento più difficile il cuore della Festa all’Auditorium sia stata la strada giusta. Se però un Festival nasce per la città, è fisiologico spingere anche l’acceleratore verso le sale e aprirsi a realtà diverse, dal carcere agli ospedali, dalle periferie al centro, anche in una regione che, come dice il suo slogan, è ‘terra di cinema’. Una Festa che parla al pubblico dev’essere scintillante ma, oltre al glamour, dialogare con il suo pubblico e portare spettatori al cinema. Pur con le difficoltà della scorsa edizione segnata dal covid, su questo punto c’è un ottimo riscontro: tutti gli indicatori, oltre i biglietti o gli accrediti, sono in salita. E l’impennata dei social dimostra che la Festa assomiglia sempre di più, in questi suoi sedici anni, a un’adolescente curiosa che riesce a sintonizzarsi anche con la curiosità dei ragazzi. Abbiamo una sezione autonoma e parallela – Alice nella città – che lo fa autonomamente prendendo per mano i bambini e andando tutto l’anno, comunque, nelle scuole. Ma la sfida più forte è riportare il pubblico in sala e convincere gli spettatori che, con i protocolli, le mascherine e soprattutto il Green Pass, i cinema sono luoghi sicuri, perfino più di tanti mezzi di trasporto”.


Altro spunto l’arrivo a Roma di un nuovo sindaco. Cosa gli vorrebbe chiedere per il cinema italiano ed il Festival di Roma? “Un’attenzione crescente al cinema e alla cultura in generale di cui la città ha bisogno. La mia generazione ha scoperto e consolidato la passione per il cinema, viaggiando tra cineclub e i luoghi dell’Estate Romana. Ha vissuto una città attraversata dalla scoperta di un’attrazione fatale. È questa che va risvegliata nel pubblico con più spazi, più attenzione alle norme che consentano ai romani di convivere meglio con i set che a volte invadono le strade, più investimenti. Non dimentichiamo, poi, che Roma è negli occhi e nella memoria del mondo grazie a film indimenticabili e Cinecittà ha un marchio di qualità che attraversa l’oceano, per questo bisogna investire sempre di più sull’attrazione dei grandi set internazionali a Roma, ma soprattutto fare della cultura una priorità, consapevoli che La Grande Bellezza non è solo un titolo da Oscar, ma il senso di un cinema che dialoga col mondo e di una ricchezza ‘storica’, che nel cinema non ha solo radici profonde, ma un futuro ancora tutto da costruire”.



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