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Giovedì 9 settembre 2021 - 16:21

A Roma “Uro/Boro”, 18 artisti si interrogano sul futuro del mondo

L'esposizione a Galleria SpazioCima dal 15 al 24 settembre

A Roma “Uro/Boro”, 18 artisti si interrogano sul futuro del mondo
Roma, 9 set. (askanews) – Secondo il rapporto “Climate Change 2021: The Physical Science”, presentato il 9 agosto da Ipcc (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico), dobbiamo agire subito e con determinazione contro il cambiamento climatico, altrimenti il Pianeta inizierà a mutare irrimediabilmente. In un simile contesto pare immediato un riferimento al leggendario Uroboro, il serpente che si morde la coda, simbolo dell’eterno passaggio tra nascita, morte e trasformazione. Ora, a causa del rapido cambiamento climatico, il ciclo infinito dell’Uroboro si sta per interrompere per la specie umana e alcune altre specie che popolano la Terra. E si spezzerà in Uro/boro. E’ questo il tema della mostra collettiva “Uro/boro tra crisi climatica e umana”, dal 15 al 24 settembre presso la Galleria SpazioCima di Roma: il bisogno di prendere coscienza del cambiamento climatico e le sue implicazioni, per mettere in evidenza lo scenario che si sta delineando e per trovare una soluzione.


La collettiva comprende i lavori di Marta Alonso, Cristina Archinto, Alessandro Arrigo, Alessandra Carloni, Marta Cavicchioni, Nick Disaster, Maria Teresa Gallo, Marco Giacobbe, Carlo Gori, Giusy Lauriola, Debora Malis, Mi’les, Alessandra Pirelli, Re Barbus, Micaela Serino, Daniele Tenca, Nicoletta Vicenzi, ZeitWille. Circa 25 le opere esposte, tra pittura, scultura e installazioni. L’esposizione è a ingresso libero (visitabile da lunedì a giovedì, dalle 15:30 alle 19:30, venerdì e sabato visite su appuntamento).



Marta Cavicchioni realizzerà l’installazione da cui è nato il progetto Uro/boro. Una scultura in cartapesta, fatta di strati di storia, letteratura, arte su carta e che raffigurerà un Uro. Anzi, una Ura: una femmina di questo animale ancestrale. La scultura sarà trasportata a piedi dalla Valle della Caffarella fino alla Galleria. Una transumanza per trovare un clima migliore, per sopravvivere e vivere. Una volta installata, la scultura potrà contenere dei messaggi, come una capsula del tempo, con la consapevolezza che se non cambieremo, nessuno li leggerà mai. Saranno quindi dei promemoria più per noi che per le future generazioni. Non è prevista infatti una data di apertura. Saremo noi a decidere se ci sarà un mondo, un futuro a cui lasciare qualcosa.


Verranno realizzati dei video che saranno proiettati in galleria e divulgati sui canali social, con gli interventi di Luca Iacoboni di Greenpeace, con grande attenzione al tema dei cambiamenti climatici; Friday for Future Roma; Marcella Corsi, professoressa di Economia de La Sapienza e coordinatrice di MinervaLab; Raffaella Bullo, divulgatrice scientifica ed esperta di mari; Pensare Migrante, associazione nata per informare sulle migrazioni climatiche, su cosa significhi migrare oggi e su cosa ci aspetterà in futuro.



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