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Martedì 6 aprile 2021 - 14:16

Lisbona, la crisi ambientale tra dati, arte e consapevolezza

Al maat Earth Bits, installazione immersiva dello studio Dotdotdot
Lisbona, la crisi ambientale tra dati, arte e consapevolezza

Milano, 6 apr. (askanews) – Si è aperta al maat – Museo di Arte, Architettura e Tecnologia di Lisbona “Earth Bits – Sensing the Planetary”, l’installazione dedicata all’attuale emergenza climatica, progettata e realizzata dallo studio italiano Dotdotdot, grazie al supporto scientifico di ESA (European Space Agency), IEA (International Energy Agency), EDP Innovation ed EDP Sustainability. Il progetto espositivo rimarrà visitabile fino al 6 settembre 2021.

Scienza, cultura e design si incontrano in un percorso immersivo che coinvolge il pubblico in un viaggio guidato da preziosi dati, trasformati in installazioni interattive, dataviz, wallpaper digitali, video animati pensati per generare consapevolezza e pensiero critico rispetto all’impatto ambientale dei propri comportamenti, anche quotidiani, sull’intero pianeta. Un’esperienza multisensoriale dove i contenuti multimediali e transmediali diventano materia emozionale e didascalica, permettendo sia una fruizione approfondita sia una comprensione immediata delle complesse tematiche affrontate.

‘EARTH BITS – Sensing the Planetary’ è parte di maat Explorations, il nuovo palinsesto di esposizioni, attività didattiche e public program ideato dal museo portoghese per approfondire, attraverso punti di vista diversi, i temi più attuali legati alla trasformazione ambientale che stanno profondamente condizionando il futuro del nostro pianeta. Guidato dalla nuova direttrice Beatrice Leanza, il maat si è affidato alle competenze multidisciplinari, di ricerca e innovazione dello studio Dotdotdot – nato a Milano nel 2004, tra i primi in Italia a operare nell’ambito dell’Interaction Design – per indagare in modo innovativo i diversi fenomeni antropogenici che stanno alla base della crisi climatica, a partire dalla decodificazione e semplificazione di complessi dati scientifici.

“La progettazione di esperienze narrative basate su evidenze scientifiche come ‘Earth Bits’, coniugano la visione del museo e la volontà di stimolare un pensiero critico andando oltre la semplice messa in scena di un messaggio, grazie alla costruzione di una storia da esplorare attraverso linguaggi innovativi che aiutano a decodificare la complessità, strutturare il pensiero e creare conoscenza che si apre al confronto tra scienza, cultura e società”, ha spiegato Alessandro Masserdotti, co-founder e CTO Dotdotdot.

Il racconto si snoda in quattro installazioni multimediali – “POWER RINGS”, “24HOURS: THE ECOLOGY AND ENERGY OF OUR FLUX”, “THE CO2 MIXER”, “PLANET CALLS – Imaging Climate Change” – che restituiscono al visitatore una serie di evidenze scientifiche sulla crisi ambientale e sulla centralità del consumo energetico provocato dall’uomo attraverso uno scenario di responsabilità, singole e collettive, per arrivare ad una visione globale e cosmologica.

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