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Giovedì 14 gennaio 2021 - 08:35

Olafur Eliasson: il nostro modo di guardare si può rinegoziare

L'artista danese: pensiamo al futuro, non è ancora successo
Olafur Eliasson: il nostro modo di guardare si può rinegoziare

Milano, 14 gen. (askanews) – Olafur Eliasson è uno degli artisti più rilevanti del nostro tempo, capace di portare la riflessione sulla natura e sul nostro ruolo accanto a essa nei principali musei e istituzioni culturali di tutto il mondo. Partecipando a una conversazione online con Marcella Beccaria, organizzata dalla Fondazione CRC e dal Castello di Rivoli, Eliasson ha parlato proprio dell’idea di futuro, collegata al tema dell’ambiente, ma anche a certe visioni utopiche.

“Io guardo avanti – ha detto Eliasson – questo è molto importante. E c’è anche una questione di immaginario, perché quello che sta davanti a noi deve ancora venire, non è ancora successo… è un concetto molto chiaro, ma talvolta è ancora sorprendente”.

L’arte contemporanea ha, inevitabilmente, a che fare con la pratica dello sguardo, benché spesso declinato in modi più larghi rispetto al passato. Ma anche questo non è un atto neutro o neutrale. “Ogni modo di guardare – ha aggiunto l’artista danese – è una costruzione che noi abbiamo applicato culturalmente, socialmente, politicamente, economicamente. E’ un modo automatico con il quale orientiamo noi stessi e quando lo diamo per acquisito dimentichiamo che invece può essere rinegoziato e che noi umani abbiamo la libertà di cambiare”.

Negoziare, ripensare, costruire partendo da basi diverse: questi sono alcuni degli aspetti della pratica di Eliasson, capace di immaginare sia la poderosa installazione di un sole dentro la Tate Modern di Londra sia di dare vita a un laboratorio partecipativo per costruire lampade a impatto ambientale minimo. Ma per un artista che ha fatto della relazione con le comunità un altro elemento chiave (e giustamente problematico) della propria riflessione, questo periodo pandemico è particolare e complesso anche da tale punto di vista, soprattutto per il modo in cui il timore entra dentro le persone.

“La situazione – ha concluso Eliasson – è che per bilanciare il modo in cui parliamo delle cose che ci preoccupano e delle cose che ci fanno paura dovremmo trovare lo spazio per parlare del modo in cui risolverle al meglio e quindi conservare anche del tempo per parlare di altro”.

A suo modo anche questo atteggiamento di fronte al presente può essere catalogato come una delle forme che prende la pratica artistica a tutto tondo di Olafur Eliasson.

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