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Mercoledì 25 gennaio 2023 - 15:09

Toscana, nei dati 2022 la conferma di come è cambiato il clima

Monni: "Lavoriamo al piano della transizione ecologica"

Firenze, 25 gen. (askanews) – Il 2022 è risultato in Toscana l’anno più caldo dal 1955. L’anomalia di temperatura media, rispetto al recente periodo 1991-2020, è stata di +1,3 °C, mentre rispetto agli anni 1961-1990 lo scarto è stato addirittura di +2,2 °C. Per quanto riguarda le precipitazioni, il 2022 è stato altrettanto estremo, con lunghe serie siccitose. Nel complesso la Toscana ha ricevuto solo il 13% in meno di pioggia rispetto agli anni precedenti (deficit più marcato sulle province settentrionali, dove si arriva ad un -30%), ma la distribuzione delle piogge ha visto lunghe e intense fasi secche (gennaio-marzo e maggio-luglio), interrotte da brevi parentesi eccezionalmente piovose (agosto, settembre e dicembre). E’ il bilancio del clima toscano tracciato dal Lamma a presentato oggi in conferenza stampa, con l’assessore regionale all’Ambiente Monia Monni.


“Come Regione – spiega Monni – stiamo lavorando al Piano della transizione ecologica, che darà uno sguardo integrato a tutte le politiche che potranno avere effetti di mitigazione e contrasto ai cambiamenti climatici. La lotta ai gas climalteranti invece avverrà soprattutto attraverso due strumenti: il Piano della transizione energetica, che punterà molto sulla geotermia, risorsa rinnovabile che già oggi produce il 35% dell’energia elettrica utilizzata in Toscana, che potrà esser potenziata e rappresentare l’elemento forte di un mix energetico che vedrà anche lo sviluppo dell’eolico di piccole dimensioni (con un limite massimo di 7 aerogeneratori) e sul fotovoltaico. Stiamo scrivendo una legge con molte semplificazioni, che potrà dare una forte spinta in questa direzione. E naturalmente stiamo lavorando molto sul tema delle comunità energetiche, che tiene insieme il tema della giustizia climatica con quello della giustizia sociale, per contrastare eventuali forme speculative e rendere i cittadini protagonisti di questo cambiamento. Avremo a disposizione per questo 50 milioni di euro di fondi del Pnrrr per i Comuni sotto i 5.000 abitanti ed altri 20 milioni li metteremo a disposizione dai fondi POR per i Comuni sopra i 5.000 abitanti. La novità, dunque, è che investiremo molti soldi stando attenti ad avere uno sguardo integrale, con attenzione agli effetti delle politiche messa in atto”, continua Monni.



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