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Lunedì 23 gennaio 2023 - 19:51

Salute, come sconfiggere nei bambini la paura del dentista

Zuhdi: trucchi ipnotici e per la visita diventa uno spettacolo di magia

Salute, come sconfiggere nei bambini la paura del dentista
Roma, 23 gen. (askanews) – Grazie a un innovativo protocollo ideato dal dottor Fahle Zuhdi, la visita dal dentista diventa un gioco di fantasia. Ma non solo: attraverso piccoli trucchi ipnotici, il medico aiuterà il bambino a percepire quel momento come uno spettacolo di magia piuttosto che una visita dentistica. La paura del dentista, spiega una nota, è spesso il risultato di un’idea antica, quella per cui dentista e dolore sono praticamente sinonimi. E’ talmente diffusa che ha anche un nome: odontofobia. Ed è considerata la quinta causa di ansia più comune (Agras, Sylvester, Oliveau – Comprehensive psychiatry). Ma più che una paura è una vera e propria patologia, come certifica l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) secondo la quale, circa il 15-20% della popolazione, ne è affetta.


Il problema però non riguarda solo gli adulti, ma anche i bambini che vivono l’incontro con il dentista come un momento di forte stress. “Che sia per una visita di controllo, un dente cariato o un dente rotto, prima di portarlo dal dentista è importante infondere nel bambino una sensazione di tranquillità, spiega Zuhdi Fahle, odontoiatra, esperto di ipnosi e Ceo di Ipnodent.



“I genitori, in questo senso, hanno un ruolo fondamentale, devono evitare di associare davanti al bambino la sensazione di spavento a quella di un qualsiasi camice. I bambini, infatti, sono come delle spugne e assorbono le paure dei genitori. Il nostro team infatti, si confronta preventivamente con i genitori, per comprendere il trascorso del bambino ed è qui che entra in gioco la prima fase del protocollo del ‘Mago dei denti’. Come accompagnatori dovranno comportarsi da angeli custodi, trasmettendo un senso di sicurezza e serenità, senza interferire più del necessario nel rapporto tra il bambino e lo specialista. Il bambino dovrà avere la percezione di andare a vedere uno spettacolo di magia, piuttosto che andare a fare una visita dentistica”.


Nella sala d’aspetto, invece, inizia la seconda fase del protocollo. “I nostri operatori di Ipnodent, per far sentire a proprio agio il piccolo paziente, dovranno abbassare il livello di stress ed emulare il tono di voce del bambino o di alcuni suoi gesti. Dovrà avere la percezione di parlare con un suo amichetto. In gergo tecnico si dice “creare rapporti”. Bisogna seguire lo schema comportamentale che in analisi transazionale viene definito ‘io bambino libero’. L’operatore deve lasciare libero di esprimersi sia il bambino interiore che è all’interno di ognuno di noi, sia il piccolo paziente. Libero dalla paura del giudizio, dalla paura di sembrare ridicolo, dalla paura di fallire o di non essere all’altezza del compito. Solo così inizierà a comportarsi in modo spontaneo, instaurando un rapporto di alleanza terapeutica in cui il sentimento dominante è quello della fiducia”.



La terza fase è il momento della visita. Dopo il successo dei primi due step, sarà molto più semplice fidarsi del dentista. E’ sempre importante ribadire l’importanza del ruolo del genitore “Angelo custode”, che deve dare la possibilità al bambino di gestire in autonomia la relazione con gli operatori, intervenendo verbalmente lo strettamente necessario. “Al bambino – racconta Zuhdi – verrà chiesto se gli piacerebbe vedere altre magie, ovvero gli verranno poste delle domande ipnotiche che attiveranno la sua fervida immaginazione e curiosità: ‘Ti è piaciuta la magia del nome? E quella della moneta? Ne vuoi vedere un’altra? Vuoi vedere l’astronave?’ Il bambino, entrando in autonomia in relazione con figure propositive e tranquille, divertenti e curiose, manterrà un atteggiamento simile, salendo sulla poltrona senza porre resistenza. Per continuare la magia, il nostro protocollo prevede che il bambino continui a credere di trovarsi in un posto magico.


Gli verrà domandato quale sia una sua grande passione. Se ad esempio risponderà ‘giocare ai videogiochi’, partirà la domanda gancio: ‘Ti piacerebbe se ti portassi sulla Luna a giocare coi videogiochi lunari? Sono famosi per essere stupendi!’. Alla sua risposta affermativa, comodo sulla sua poltrona spaziale, si allaccerà la cintura, indosserà il mantello magico (la tovaglietta), verranno accesi i propulsori nucleari (l’aspirasaliva) e sarà pronto per il viaggio”. A quel punto, spiega il dottor Zuhdi, inizierà il countdown e, numero dopo numero, l’astronave partirà in volo verso la luna, si avvicinerà al sole (la lampada), sentirà il vento e la pioggia (pistola aria acqua), fino a che raggiungerà il satellite terrestre. Successivamente, grazie a un racconto ipnotico (il viaggio dell’eroe) il bambino diventerà il protagonista di una storia fantastica nella quale, insieme a un amico a scelta, dovrà sconfiggere dei nemici, superare degli ostacoli, indovinare delle risposte e alla fine arrivare all’ambito premio che consiste nel fare la cosa che più gli piace, in un ambiente spettacolare.



“Durante il viaggio – prosegue Zuhdi – come in un incantesimo di Elsa di Frozen, il bambino mangerà un frutto blu che gli congelerà tutta la bocca, producendo un effetto blando di anestesia, proprio perché la fantasia dei bambini è così forte che riesce a immaginare e riprodurre qualsiasi sensazione. In questo modo si potrà procedere a rimuovere piccole carie e, se necessario, a fare l’anestesia vera e propria in modo molto più soft, senza che il bambino presti attenzione all’ago”. In genere all’appuntamento successivo, assicurano dallo staff, proprio grazie al protocollo del Mago dei denti, il piccolo paziente sarà più collaborativo, quel tanto che basta a fargli attraversare la propria paura in modo che la viva, la affronti e la stigmatizzi. “In caso contrario si possono utilizzare tanti altri piccoli trucchi ipnotici in grado di attivare l’immaginazione del bambino e tenerla lontana dall’attività clinica.


Grazie al protocollo il Mago dei Denti si è talmente sparsa la voce della nostra magia che sono iniziati ad arrivare casi difficilissimi da tutta la Lombardia, come ad esempio bimbi autistici (non curabili con ipnosi) e purtroppo non sempre siamo riusciti a curarli. Ma negli anni siamo riusciti a risolvere problemi a bambini fino ad allora incurabili e parliamo anche di bambini di 3 anni, e i primi a rimanere sbalorditi siamo stati noi perché abbiamo capito quanto è illimitata la potenza della mente umana”, conclude l’odontoiatra.


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