Header Top
Logo
Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Cronaca
  • Gimbe: oltre 100 morti al giorno per Covid-19. Senza quarta dose 11,7 mln di anziani e fragili

colonna Sinistra
Lunedì 9 gennaio 2023 - 12:34

Gimbe: oltre 100 morti al giorno per Covid-19. Senza quarta dose 11,7 mln di anziani e fragili

Il problema non sarebbero le varianti: Kraken Gyphon, Cerberus e Centaurus sono solo varianti di interesse

Gimbe: oltre 100 morti al giorno per Covid-19. Senza quarta dose 11,7 mln di anziani e fragili
Roma, 9 gen. (askanews) – Ci sono oltre 100 morti per Covid-19 al giorno in Italia e il problema non sarebbero in sé le varianti Kraken Gyphon, Cerberus e Centaurus, che sono classificate dagli organismi di controllo varianti di interesse e non di preoccupazione, ma le mancate vaccinazioni con la quarta dose di una platea che ne ha invece bisogno: ci sono infatti 11,7 milioni di anziani e fragili senza la dose aggiuntiva. E la contagiosità delle varianti complica la situazione. E’ il quadro che emerge leggendo i dati del monitoraggio della Fondazione Gimbe.


Secondo il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe della settimana 30 dicembre 2022-5 gennaio 2023, rispetto alla precedente si rileva un aumento di nuovi casi (135.977 vs 122.099) e dei decessi (775 vs 706). In calo i casi attualmente positivi (406.182 vs 417.661), le persone in isolamento domiciliare (398.147 vs 409.059), i ricoveri con sintomi (7.716 vs 8.288); stabili le terapie intensive (319 vs 314).



In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni: decessi: 775 (+9,8%), di cui 52 riferiti a periodi precedenti (da quattro settimane superano i 100 al giorno: 775 negli ultimi 7 giorni, con una media di 111 al giorno rispetto ai 101 della settimana precedente); terapia intensiva: +5 (+1,6%); ricoverati con sintomi: -572 (-6,9%); isolamento domiciliare: -10.912 (-2,7%); nuovi casi: 135.977 (+11,4%); casi attualmente positivi: -11.479 (-2,7%).


“Sul fronte dei nuovi casi settimanali – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – si registra un aumento (+11,4%): dai 122 mila della settimana precedente salgono a quota 135 mila, con una media mobile a 7 giorni di oltre 19 mila casi al giorno”.



I nuovi casi crescono in 14 Regioni: dal +1,4% del Veneto al +44,4% della Puglia. 7 Regioni registrano invece un calo: dal -0,4% del Piemonte al -45% della Valle D’Aosta. In 67 Province si rileva un aumento dei nuovi casi (dal +0,5% di Ascoli Piceno al +62,6% di Bari), in 40 una diminuzione (dal -0,1% di Reggio nell’Emilia al -45% di Aosta). In nessuna Provincia l’incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti.


“Sul fronte degli ospedali – afferma Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – calano i ricoveri in area medica (-6,9%), mentre appaiono sostanzialmente stabili quelli in terapia intensiva (+1,6%)”.



In termini assoluti, i posti letto COVID occupati in area critica, raggiunto il massimo di 347 il 12 novembre, sono scesi a 304 il 30 dicembre per risalire a quota 319 il 5 gennaio; in area medica, raggiunto il massimo di 9.764 il 12 dicembre, sono scesi a quota 7.716 il 5 gennaio. Al 5 gennaio il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti COVID è del 12,1% in area medica (dal 4,5% della Valle D’Aosta al 28,5% dell’Umbria) e del 3,2% in area critica (dallo 0% di Molise e Valle D’Aosta al 6,9% della Calabria).


“In lieve aumento il numero di ingressi giornalieri in terapia intensiva – puntualizza Mosti – con una media mobile a 7 giorni di 36 ingressi/die rispetto ai 33 della settimana precedente”.


Infine, cresce il numero dei tamponi totali (+6%): da 807.118 della settimana 23-29 dicembre 2022 a 855.823 della settimana 30 dicembre 2022-5 gennaio 2023. In particolare i tamponi rapidi sono aumentati del 5,4% (+36.648), mentre quelli molecolari del 9,3% (+12.057).


Sul fronte vaccinazioni, la Fondazione avverte: 11,7 milioni di anziani e fragili sono senza la quarta dose. Per la quarta dose di vaccino anti Covid, infatti, la platea – aggiornata al 17 settembre – è di 19,1 milioni di persone: di queste, 11,7 milioni possono riceverlo subito, 1,7 non sono eleggibili nell’immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni e 5,7 milioni l’hanno già ricevuto. Al 6 gennaio (aggiornamento ore 06.17) sono state somministrate 5.675.250 quarte dosi, con una media mobile di 9.550 somministrazioni al giorno, in aumento rispetto alle 6.275 della scorsa settimana (52,2%).


In base alla platea ufficiale (n. 19.119.772 di cui 13.060.462 over 60, 3.990.080 fragili e immunocompromessi, 1.748.256 di personale sanitario e 320.974 di ospiti delle RSA che non ricadono nelle categorie precedenti), il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 29,7% con nette differenze regionali: dal 13,4% della Calabria al 43,6% del Piemonte.


Infine “riguardo la possibilità che l’elevata circolazione del virus in Cina possa generare varianti di preoccupazione in grado di determinare una nuova ondata in altri Paesi, al momento non ci sono evidenze in merito”, ha spiegato il presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta.


“L’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) – ricorda – il 5 gennaio ha rilasciato un aggiornamento sulla variante XBB.1.5 ‘ribattezzata’ Kraken che non proviene affatto dalla Cina, ma dagli Stati Uniti ed è stata già definita dall’OMS come ‘la sotto-variante di Omicron più trasmissibile finora individuata’. L’ECDC stima che abbia un grande vantaggio di crescita rispetto ai lignaggi circolanti in precedenza in Nord America (139%) ed Europa (137%), ma si tratta di stime associate a notevole incertezza e non esistono evidenze che possa determinare una malattia più grave. Secondo l’ECDC potrebbe determinare un aumento dei casi di COVID-19 anche in Europa, ma non entro il prossimo mese perché la circolazione della variante è ancora limitata”.


“Più in generale, l’ECDC classifica Kraken (XBB.1.5), Gryphon (XBB), Cerberus (BQ.1) e Centaurus (BA.2.75) come varianti di interesse e non come varianti di preoccupazione. Il report dell’Istituto Superiore di Sanità del 30 dicembre 2022 conferma la limitata circolazione di tali varianti in Italia”.


“Le notizie provenienti dalla Cina – spiega Cartabellotta – nelle ultime settimane hanno generato un certo allarmismo, anche se quanto sta accadendo era ampiamente prevedibile. Infatti, è inevitabile che un Paese che ha vaccinato poco, in particolare anziani e fragili, con un vaccino poco efficace sulla malattia grave, con l’improvvisa sospensione ai primi di dicembre della strategia ‘zero COVID’ sperimenti una netta ripresa della circolazione virale e un rilevante impatto su ospedalizzazioni e decessi. Peraltro, se la Commissione Europea ha ribadito che mancano dati affidabili sulla situazione in rapida evoluzione del COVID-19 in Cina, l’OMS sottolinea che l’impatto della nuova ondata è ampiamente sottostimato per una comunicazione dei dati parziale e poco trasparente”, conclude.


Sav/Int14


CONDIVIDI SU:
articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra

Torna su