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Giovedì 24 novembre 2022 - 11:17

Terza corsia autostrada A4, in campo il patriarca ed i vescovi

"Infrastrutture vanno poste in sicurezza"

Venezia, 24 nov. (askanews) – Per completare la terza corsia dell’A4 scendono in campo il patriarca di Venezia e i vescovi di Treviso, Vittorio Veneto e Concordia-Pordenone. “La vita deve esser custodita anche grazie a infrastrutture adeguate che permettano a quanti vi transitano di poterlo fare in sicurezza – scrivono in un messaggio alle Istituzioni di competenza -. Da parte delle istituzioni e degli enti preposti, pertanto, deve essere fatto tutto il possibile perché la sicurezza delle nostre autostrade e delle nostre strade sia garantita da infrastrutture adeguate. Siamo al corrente del fatto che è in fase avanzata la realizzazione di progetti per una viabilità più sicura nel tratto autostradale citato”. “Riteniamo opportuno, tuttavia, raccomandare ancora una volta l’urgenza dell’ultimazione dei lavori per il bene dell’intera collettività” affermano Francesco Moraglia, patriarca di Venezia, Giuseppe Pellegrini, vescovo della diocesi di Concordia-Pordenone, Corrado Pizziolo, vescovo della diocesi di Vittorio Veneto e Michele Tomasi, vescovo della diocesi di Treviso. I vescovi evidenziano che “da troppo tempo si ripetono tragici incidenti sul tratto autostradale della A4 Venezia-Trieste e in particolar modo nella tratta che va da Mestre a Portogruaro e che insiste sul territorio delle nostre diocesi. Sono troppe le persone che proprio in questo tratto autostradale hanno perso la vita. Sono troppi quanti hanno riportato gravi danni, con conseguenze invalidanti per sempre. Queste laceranti ferite toccano sul vivo le persone direttamente coinvolte, ma anche le rispettive famiglie, appartenenti non solo alle nostre comunità ma anche a comunità di altre province e regioni”. Patriarca e vescovi scrivono di voler esprimere innanzi tutto “la nostra vicinanza umana e spirituale a tutte le persone che sono nella sofferenza a causa di questa lunga sequela di incidenti. In particolare ai familiari delle vittime e a quanti sono rimasti invalidi in seguito agli incidenti stradali che li hanno visti coinvolti”. “Al tempo stesso – aggiungono -, vorremmo ribadire il valore della vita quella di ogni persona – che va sempre custodita e protetta, perché la vita non ha prezzo. A chi si mette al volante di un’auto o di un camion è affidata la responsabilità della cura e della custodia della propria e dell’altrui vita: molto concretamente, ciò significa avere grande attenzione al modo di condurre il proprio veicolo per non essere fonte di pericolo a sé stessi o ad altri. Un profondo senso di gratitudine va rivolto a quanti – forze dell’ordine, sanitari, volontari, singoli cittadini… – si impegnano lungo le nostre strade per custodire la vita altrui e, con un generoso gesto di carità, accorrono a prestare i soccorsi e conforto. Secondo Moraglia ed i vescovi, “la vita deve esser custodita anche grazie a infrastrutture adeguate che permettano a quanti vi transitano di poterlo fare in sicurezza. Da parte delle istituzioni e degli enti preposti, pertanto, deve essere fatto tutto il possibile perché la sicurezza delle nostre autostrade e delle nostre strade sia garantita da infrastrutture adeguate. Siamo al corrente del fatto che è in fase avanzata la realizzazione di progetti per una viabilità più sicura nel tratto autostradale citato. Riteniamo opportuno, tuttavia, raccomandare ancora una volta l’urgenza dell’ultimazione dei lavori per il bene dell’intera collettività”.




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