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Martedì 22 novembre 2022 - 14:59

Patrimonio, ok maggioranza Roma a accordi con associazioni su affitti

Discussi in commissione emendamenti a delibera Patrimonio

Roma, 22 nov. (askanews) – Accolti dalla maggioranza capitolina gran parte dei rilievi sollevati dalle associazioni sulla nuova delibera per l’affidamento del Patrimonio pubblico del Comune di Roma a fini pubblici. Una delibera molto attesa perché consentirebbe a circa 500 associazioni romane di vedere regolarizzati a canoni agevolati gli affidamenti comunali ricevuti anche più di vent’anni fa, ma che in seguito a una delibera della Giunta Marino erano stati rivalutati a canoni profit, con conseguenti cartelle debitorie astronomiche nell’ordine delle centinaia di migliaia di euro.


“La commissione capitolina Patrimonio, presieduta dal consigliere dem Yuri Trombetti, ha esaminato nella seduta odierna un pacchetto di emendamenti al testo, previsto all’Ordine del giorno dell’ aula Giulio Cesare per la seduta di giovedì 24 novembre, cui la stessa commissione aveva espresso parere favorevole nella seduta della scorsa settimana”.



“Dopo il lungo lavoro di confronto con gli uffici e con l’avvocatura – ha spiegato Trombetti – alcune cose che ci era stato detto essere impossibili, sono invece possibili e sono contenute in questi documenti che porteremo in Aula”. Tra le novità più importanti segnalate dal presidente, “una nuova elaborazione della norma transitoria che ci permette a fronte di crediti inesigibili, anche in presenza di sanzioni determinate dal tribunale, di aprire in automatico procedimenti di transazione tra le associazioni e il Comune di Roma, con il contenimento dei nuovi e vecchi canoni al 20% del valore catastale”.


Il pacchetto di emendamenti definisce anche altre cose, spiega Trombetti: “toglie dall’articolato l’affidamento delle pompe di benzina, si riconosce il valore delle associazioni, si introduce il riferimento all’articolo 42 della Costituzione, si limita l’accesso agli immobili del privato commerciale a porzione residua. Il Comune, infine, si riappropria degli immobili se entro un anno non ci viene attivato nulla”. Parte dei proventi dei canoni, inoltre, potrà essere destinata alla manutenzione straordinaria degli immobili affidati, che rimane a carico del Comune. “Un insegnamento per tutti noi consiglieri, soprattutto per quelli alle prime esperienze, è che sembra che nulla si possa fare. Sfondando un po’ con la testardaggine – ha aggiunto Trombetti – le possibilità di inserire alcune misure di buon senso in realtà si trova”.



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