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Martedì 16 agosto 2022 - 19:01

Vaiolo scimmie, caso sospetto di contagio da uomo a cane

Su Lancet lo studio: sarebbe il primo mai registrato

Vaiolo scimmie, caso sospetto di contagio da uomo a cane
Roma, 16 ago. (askanews) – Due uomini, partner non esclusivi che vivono nella stessa famiglia, positivi al virus Monkeypox avrebbero trasmesso l’infezione al loro cane. Il contagio tra uomini e animali domestici come cani e gatti non era mai stato segnalato ma un primo caso sospetto è stato documentato a Parigi dove il levriero dei due pazienti, 12 giorni dopo l’esordio dei sintomi nei suoi padroni e senza precedenti disturbi medici, presentava lesioni mucocutanee, comprese pustole addominali e una sottile ulcerazione anale. Il cane è risultato positivo al virus del vaiolo delle scimmie e le sequenze di DNA del virus Monkeypox del cane e di uno dei due pazienti contenevano il virus del clade hMPXV-1, lignaggio B.1, che si è diffuso in paesi non endemici da aprile 2022 e, dal 4 agosto 2022, ha infettato più di 1700 persone in Francia, per lo più concentrate a Parigi, dove il cane ha sviluppato i primi sintomi. Inoltre, il virus che ha infettato il paziente 1 e il virus che ha infettato il cane hanno mostrato un’omologia di sequenza del 100% sulle coppie sequenziate.


Gli uomini hanno riferito di aver dormito insieme al loro cane, ma di essere stati attenti a impedire al levriero di entrare in contatto con altri animali domestici o umani dall’insorgenza dei propri sintomi. Nei paesi endemici – sottolineano i ricercatori del Pitié-Salpêtrière Hospital di Parigi e della Sorbona sulla rivista Lancet che riporta lo studio – “è stato riscontrato che solo gli animali selvatici (roditori e primati) sono portatori del virus del vaiolo delle scimmie. Tuttavia, la trasmissione del virus del vaiolo delle scimmie nei cani della prateria è stata descritta negli Stati Uniti e in primati in cattività in Europa che sono stati in contatto con animali infetti importati . L’infezione tra animali domestici, come cani e gatti, non è mai stata segnalata. Per quanto ne sappiamo – osservano – la cinetica dell’insorgenza dei sintomi in entrambi i pazienti e, successivamente, nel loro cane suggerisce la trasmissione da uomo a cane del virus del vaiolo delle scimmie. Date le lesioni cutanee e mucose del cane, nonché i risultati positivi della PCR per il virus del vaiolo delle scimmie da tamponi anali e orali, si ipotizza una vera malattia canina, non una semplice trasmissione del virus per stretto contatto con l’uomo o trasmissione per via aerea (o entrambi). I nostri risultati dovrebbero stimolare il dibattito sulla necessità di isolare gli animali domestici dagli individui positivi al virus del vaiolo delle scimmie. Chiediamo ulteriori indagini sulle trasmissioni secondarie tramite animali domestici”.



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