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Martedì 9 agosto 2022 - 14:49

Via alla raccolta delle mele, Coldiretti: produzione in aumento del 5%

Effetto caldo: frutti più piccoli ma più dolci e succosi

Via alla raccolta delle mele, Coldiretti: produzione in aumento del 5%
Milano, 9 ago. (askanews) – Con il caldo al via la raccolta delle mele in Italia con una produzione che in controtendenza all’andamento generale è stimata in aumento del 5% rispetto allo scorso anno, per un totale che supera i 2,1 milioni di tonnellate nel 2022 per quello che è il frutto nazionale più consumato nel nostro Paese. E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti su dati Prognosfruit in occasione dell’inizio della raccolta per le varietà più precoci come la Gala, la prima ad essere staccata.


Con le continue ondate di caldo di questa estate rovente e temperature sempre alte anche di notte – evidenzia Coldiretti – i frutti rischiano scottature e in più faticano a prendere il classico colore rosso brillante di alcune varietà, soprattutto sugli alberi molto esposti al sole, facendo perdere una delle caratteristiche di scelta per l’acquisto da parte dei consumatori. La siccità e il caldo hanno poi in parte ridotto le dimensioni delle mele rispetto agli anni passati, ma la qualità è invece cresciuta, con frutti più dolci e succosi.



L’andamento del raccolto varia lungo la Penisola, visti anche i problemi causati da siccità e maltempo in alcune regioni del Nord. In Alto Adige, dove si raccoglie quasi metà delle mele Italiane, la produzione è in calo (-3%) a circa 912mila tonnellate, trend in discesa (-1%) anche per il Trentino con 507mila tonnellate, mentre si registrano incrementi importanti in altre regioni: +47% in Veneto con 215mila tonnellate, +21% in Lombardia con 23mila tonnellate, +20% in Piemonte con 225mila tonnellate e +12% in Emilia Romagna con 175 mila tonnellate. L’Italia si classifica così – sottolinea la Coldiretti – al secondo posto tra i paesi produttori dell’Unione Europea dove la produzione è stimata in 12,2 milioni di tonnellate in calo dell’1% rispetto allo scorso anno, con in testa la Polonia con poco meno di 4,5 milioni di tonnellate in crescita del 5%, mentre al terzo posto dietro all’Italia si piazza la Francia con circa 1,5 milioni tonnellate (+6%).


Il 2022 è un anno molto pesante, segnato da un aumento dei costi, con punte del +250% legato alle tensioni internazionali con la guerra in Ucraina. Uno tsunami che si è abbattuto sulle aziende agricole con aumenti delle spese che vanno dal +110% per il gasolio fino al +250% dei concimi, ai quali aggiungere imballaggi, etichette e logistica.



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