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Venerdì 5 agosto 2022 - 14:27

A Catania posta la prima pietra della nuova Cittadella giudiziaria

Musumeci: "Opera attesa da vent'anni"

A Catania posta la prima pietra della nuova Cittadella giudiziaria
Roma, 5 ago. (askanews) – Via ai lavori per la costruzione della nuova Cittadella giudiziaria di Catania e della grande area urbana sul mare aperta alla città. Questa mattina, in viale Africa, è stata posta la prima pietra dell’opera, dando avvio ufficiale al cantiere per la realizzazione dell’ampia piazza e del nuovo edificio che ospiterà gli uffici della giustizia civile e del lavoro. Alla cerimonia hanno partecipato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone e il presidente della Corte d’Appello di Catania Filippo Pennisi.


Presenti anche il prefetto Maria Carmela Librizzi, gli assessori regionali alla Salute Ruggero Razza e al Turismo Manlio Messina, gli assessori comunali all’Urbanistica Enrico Trantino, ai Lavori pubblici Giuseppe Arcidiacono e al Mare Michele Cristaldi, l’arcivescovo di Catania Luigi Renna, il presidente della Corte d’Appello di Roma Giuseppe Meliadò, parlamentari nazionali e regionali e primi cittadini del territorio metropolitano, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e degli ordini professionali.



“Il nuovo Palazzo di giustizia di Catania è parte dell’edilizia pubblica di cui si arricchisce la nostra Isola – ha sottolineato il presidente Musumeci – con un impegno progettuale e finanziario da parte della Regione che spesso si sostituisce allo Stato. È un’importante opera pubblica attesa da vent’anni. Siamo contenti di essere arrivati a questa importante tappa, mentre si lavora in ogni città della Sicilia per creare nuovi spazi culturali, nuovi spazi pubblici, ridurre i costi dei fitti passivi e agevolare le esigenze di ogni cittadino. Lo stiamo facendo nel capoluogo etneo con questo intervento, con gli ex ospedali che abbiamo destinato all’Università, all’Accademia di Belle Arti e al Museo dell’Etna o che abbiamo abbattuto perché venga realizzata una nuova piazza, così come lo stiamo facendo a Palermo, ad esempio, con il progetto del nuovo centro direzionale che permetterà di raccogliere in unico sito tutti gli uffici regionali”.


(segue)



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