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Domenica 31 luglio 2022 - 13:23

Omicidio Civitanova, Maraini: non distinguiamo realtà da finzione

Intervista al Quotidiano nazionale

Roma, 31 lug. (askanews) – “Siamo precipitati dentro una cultura della virtualità. Non riusciamo più a distinguere la recita dalla realtà. Ogni azione sembra avvenire su un palcoscenico e davanti a un palcoscenico cosa fanno gli spettatori? Guardano e fotografano”. Così dice la scrittrice Dacia Maraini, in un’intervista al Quotidiano nazionale ‘Qn´, in merito al caso dell’ambulante nigeriano ucciso a Civitanova. “Stiamo diventando tutti spettatori, dimenticando che non siamo davanti a uno spettacolo, ma a una realtà”, spiega la Maraini.


E poi: “Le immagini mi hanno fatto pensare a un altro fatto accaduto recentemente: l’uomo nero George Floyd ucciso dal poliziotto bianco Derek Chauvin. Nelle immagini anche confuse del caso italiano, si scorgono le ginocchia potenti dell’aggressore che tengono inchiodato a terra il collo del povero africano”. Poi osserva: “Anche nel caso americano la gente non è intervenuta, ma si trattava di un poliziotto. Qui invece si trattava di un pesante in calzoncini ed è gravissimo che nessuno sia intervenuto”.



Secondo Dacia Maraini, “dobbiamo sinceramente interrogarci su che cosa sia successo delle parole di Cristo di cui ci riempiamo la bocca» sperando «di vedere in Italia la stessa indignazione e la stessa rivolta etica che il caso Floyd ha suscitato in America”. E non è solo la politica a fomentare odio e indifferenza, ma anche “giornali, televisioni, radio, per non parlare dei social”.




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