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Lunedì 11 luglio 2022 - 18:21

Lazio: rifiuti, il Consiglio regionale dice sì agli Egato

Cosa sono questi enti e cosa cambierà

Roma, 11 lug. (askanews) – Con 26 voti favorevoli e 10 contrari il Consiglio regionale del Lazio presieduto dal vicepresidente, Devid Porrello, ha approvato la proposta di legge n. 330 del 13 aprile 2022 “Disciplina degli enti di governo d’ambito territoriale ottimale per la gestione integrata dei rifiuti urbani”. Si tratta del provvedimento presentato dalla Giunta regionale per riformare la gestione dei rifiuti, il cui esame era iniziato la scorsa settimana, a partire dal 5 luglio. I lavori avevano preso il via la scorsa settimana e lungo è stato il dibattito che ha impegnato i consiglieri regionali e la legge passata nel pomeriggio alla Pisana consentirà la nascita di enti che avranno compiti di pianificazione dei fabbisogni e di assegnazione dei servizi per la gestione integrata del sistema dei rifiuti. Si compone di 11 articoli e prevede la costituzione, l’attività e l’organizzazione degli Enti di governo degli Ato. Gli ambiti identificati sono 5 e coincidono con le province del Lazio, ma con un emendamento dell’assessore regionale ai rifiuti, Massimiliano Valeriani, in condivisione con Roma Capitale, verranno individuati due distinti Ato nell’area metropolitana di Roma: il primo riguardante il Comune di Roma e il secondo tutti gli altri 120 Comuni della provincia di Roma per la gestione separata dei servizi di raccolta, trattamento e smaltimento rifiuti nei rispettivi territori. Gli Egato – ai quali partecipano tutti i Comuni ricadenti nell’Ato di appartenenza – svolgono i compiti relativi all’approvazione del Piano d’Ambito; all’affidamento del servizio di gestione dei rifiuti mediante procedura ad evidenza pubblica ovvero tramite affidamento in house; alla determinazione della tariffa per la gestione dei rifiuti urbani; all’organizzazione di adeguati sistemi di raccolta differenziata e alla promozione delle misure di prevenzione della produzione dei rifiuti urbani; al monitoraggio degli impianti disponibili; alla disciplina dei rapporti tra i soggetti affidatari dei servizi e al controllo della gestione dei servizi; alla stipula degli accordi di programma, intese e convenzioni; alla definizione dei livelli qualitativi e quantitativi delle prestazioni, alla trasmissione dei dati del sistema integrato alla piattaforma informatica della Regione e alla redazione del rendiconto annuale. Gli organi dell’Egato sono l’Assemblea, composta da tutti i sindaci dei Comuni appartenenti all’Ato; il Presidente, che viene eletto a maggioranza dai componenti dell’Assemblea; il Consiglio Direttivo, costituito dal Presidente e da quattro membri nominati dall’Assemblea; il Direttore Generale, nominato dal Consiglio direttivo mediante procedura ad evidenza pubblica; e infine il Revisore legale unico dei conti, nominato dall’Assemblea. Pertanto non sarà più il singolo Comune ad affidare la gestione dei vari servizi, ma sarà l’Egato a organizzare la gestione integrata e autosufficiente del sistema dei rifiuti all’interno del proprio ambito territoriale ottimale. Acceso, oggi come nei giorni scorsi, il dibattito tra maggioranza e opposizione. “Una discussione lunga su un tema importante per i cittadini del Lazio” è stata questa, per Fabrizio Ghera di Fratelli d’Italia, sostenendo che gli emendamenti presentati dal suo gruppo e approvati hanno contribuito a migliorare il testo. Resta comunque un “documento elettorale”, ha detto Ghera a proposito di questa legge, che interviene in una situazione in cui non ci sono stati miglioramenti impiantistici e il piano rifiuti si è rivelato non utile: di qui il voto contrario di FdI. Molte voci sono state ascoltate per migliorare questo testo, ha detto Marta Bonafoni della lista Zingaretti, per la quale è inappropriato, alla fine di un lavoro che ha visto anche il contributo positivo delle opposizioni, parlare di una legge elettoralistica. “Un cambiamento di paradigma è quello che questa legge si appresta a portare in questa regione”, ha detto Gaia Pernarella del Movimento 5 stelle. I comuni saranno affiancati nel loro lavoro da parte della Regione. Per Marco Cacciatore (EV) il piano rifiuti è stato portato avanti nonostante lo scenario non fosse favorevole, ha detto Cacciatore rivendicando la bontà della pianificazione svolta negli scorsi mesi, che però non poteva risolvere i problemi in un solo colpo. Quando il piano rifiuti tornerà in Aula per essere aggiornato, ci sarà finalmente l’ambito a parte per Roma, ha detto Cacciatore. Significativo il risultato sulla legge del lavoro emendativo, compreso quello delle opposizioni, ha detto Ognibene. Decisivo l’Ato per Roma per il voto favorevole alla legge, ha detto il consigliere. Ma importante anche la tariffa puntuale che dà lo strumento al nuovo ente per attuare le sue politiche. “Purtroppo questa legge, a poco tempo dal termine della legislatura, non potrà produrre i risultati sperati”, secondo Simeone. Il piano rifiuti era stato il primo impegno della giunta, ma è arrivato solo due anni dopo e altri due anni dopo arriva questa normativa che deve dargli attuazione, ma nel frattempo la legislatura è quasi al capolinea. Voto contrario, quindi, resta quello di Forza Italia. Critico anche Daniele Giannini della Lega, per il quale del piano rifiuti unica cosa finora “atterrata” sono i sacchetti della spazzatura nella capitale. Voto contrario quindi, della Lega, diversamente da quello annunciato per il Pd da Panunzi, per il quale sarà anche tardi, come detto da qualcuno, ma sarebbe stato “molto peggio non averlo approvato”. Particolarmente importante aver introdotto strumenti di tutela dei piccoli comuni, per Panunzi che ha definito il risultato raggiunto oggi “un lavoro proficuo” parlando a nome del Partito democratico.




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