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Giovedì 23 giugno 2022 - 18:40

Siccità, in Liguria stop a irrigazione di giardini e prati

Vietato anche il lavaggio di cortili, piazzali e autoveicoli

Genova, 23 giu. (askanews) – Divieto di irrigazione e annaffiatura di giardini e prati, divieto di lavaggio di cortili e piazzali, divieto di lavaggio di autoveicoli con esclusione degli autolavaggi, divieto di riempimento di piscine private, fontane ornamentali e vasche da giardino. Sono le misure di limitazione degli usi dell’acqua per finalità diverse da quelle potabili e produttive ritenute necessarie dalla Regione Liguria, che ha inviato ai Comuni e agli enti di governo degli ambiti per il servizio idrico integrato un’apposita comunicazione con le linee guida, in base alle risultanze del monitoraggio effettuato dagli osservatori degli usi idrici istituiti nell’ambito delle Autorità di Distretto del Po e dell’Appennino Settentrionale.


Dalle analisi emerge infatti in Liguria una situazione di criticità idrica, soprattutto nel ponente, e un elevato rischio per l’uso di acqua potabile a causa del perdurare dell’assenza di precipitazioni significative fin dall’autunno 2021, situazione aggravata dal periodo estivo caratterizzato dall’aumento delle temperature, dalla scarsità delle precipitazioni e dall’aumento dei consumi in ragione della stagione turistica.



In Liguria anche le portate dei corsi d’acqua sono significativamente inferiori alla media stagionale, nel ponente addirittura prossime ai minimi storici. Si è registrato inoltre un significativo peggioramento nel mese di maggio, specie nell’imperiese e nel genovese, dello Standardized Precipitation Index, l’indicatore internazionale normalmente adottato per quantificare la situazione di siccità. Risultano in diminuzione tutti i livelli delle falde acquifere, in Liguria prevalentemente freatiche, ed è in sofferenza idrica l’invaso del Brugneto, nell’entroterra genovese. Per quanto riguarda le precipitazioni, mediamente a Genova da gennaio a giugno cadono 537,8 millimetri, mentre quest’anno ne sono caduti 100,6 millimetri.


“Stiamo lavorando con il Dipartimento nazionale e le altre regioni – spiegano il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e l’assessore regionale alla Protezione civile Giacomo Giampedrone – per la costruzione dello stato di emergenza nazionale. Il bacino del Po è al massimo livello di severità idraulica, mentre quello dell’Appennino settentrionale è a severità media, anche se riteniamo plausibile che, dopo la riunione dell’osservatorio in programma la prossima settimana, si passerà al massimo livello anche per questo bacino”.



“Le previsioni – concludono Toti e Giampedrone – al momento non sono ottimistiche. Riteniamo quindi che queste azioni siano assolutamente necessarie per prevenire un aggravamento della situazione e scongiurare nei prossimi mesi estivi il rischio di razionamenti di acqua e disagi concreti a cittadini e turisti. È bene agire fin da subito, auspicando il più presto possibile un intervento del governo con misure specifiche”.




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