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Mercoledì 15 giugno 2022 - 19:46

Banco Alimentare: calano donazioni ma aumentano richieste poveri

In crescita anche i costi di gestione per erogazione servizi

Bologna, 15 giu. (askanews) – Calano le donazioni, aumentano le persone povere e aumentano i costi di cui le organizzazioni solidali si devono far carico per continuare a erogare servizi e aiuti alle persone e alle famiglie più fragili. Per questo il Banco Alimentare fa un appello alla generosità di tutti e lancia una “catena di solidarietà” (Donare di gusto #WeCareTogether) per sostenere l’operato di circa 7.600 strutture caritative in tutta Italia, che aiutano 1,7 milioni persone in difficoltà.


Secondo Banco Alimentare già oggi si registra un incremento di richieste di aiuto (+50mila assistiti), il numero è destinato inevitabilmente a crescere nei prossimi mesi a causa delle ripercussioni negative della guerra in Ucraina, dell’aumento dei prezzi delle materie prime, dell’energia e dell’inflazione.



“Ognuno di noi registra già in questi mesi un aumento della spesa alimentare – ha spiegato il presidente Giovanni Bruno – un aumento dei prezzi che aggraverà la situazione delle categorie più fragili: famiglie monoreddito e con lavori precari, piccoli commercianti o artigiani già provati dalla pandemia, chi lavora nel sommerso e non gode di sussidi, chi già a stento arrivava a fine mese. Quante saranno le persone che nei prossimi mesi avranno bisogno di un aiuto per soddisfare un bisogno primario come quello del cibo? Come possiamo non lasciare indietro nessuno?”.


Banco Alimentare registra un calo della donazione di eccedenze da parte di alcuni segmenti della filiera agroalimentare con picchi del 35% nel settore ortofrutticolo e un calo delle donazioni economiche a sostegno dell’attività del 36%. Una congiuntura, che se unita all’aumento dei costi per l’attività di recupero e redistribuzione del cibo, potrebbero far ridurre la capacità di Banco Alimentare di far fronte a tutte le richieste di aiuto. “Temiamo che la crescita dei costi delle materie prime e dell’inflazione possano provocare nei prossimi mesi una contrazione del canale Agea del 20-25% per alcuni prodotti. Questo, aggiunto alle minori donazioni di eccedenze da parte delle aziende, significherebbe una diminuzione della capacità di supportare le strutture caritative e di conseguenza le persone in difficoltà”.



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