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Giovedì 9 giugno 2022 - 14:00

Internet, minacciava di avvelenare alimenti: voleva 200mila euro

Indagine della Polizia postale del Lazio e della Procura di Roma

Roma, 9 giu. (askanews) – Un breve filmato in cui simulava l’avvelenamento di confezioni d’alimenti, acqua o vino, e poi la richiesta di soldi, da 20mila a 200mila euro: “Altrimenti procedo”. Per questo un uomo di 47 anni, David Sirca, è stato arrestato dalla Polizia Postale del Lazio nell’ambito di una inchiesta della Procura di Roma. Il soggetto, già condannato in passato per vicende simili, non ha comunque portato a compimento alcuna estorsione. L’azione di avvelenamento era posta in essere con iniezioni di topicida o tallio. Gli accertamenti sono stati coordinati dal procuratore aggiunto di Roma, Giovanni Conzo. L’indagato stava scontando una condanna ai servizi sociali. Il soggetto – si aggiunge – ha buone competenze informatiche. Servendosi di connessioni internet anonime inviava i filmati alle aziende produttrici prese di mira minacciando di portare le confezioni nei supermercati.


Se non avesse ottenuto il pagamento di un riscatto, richiesto in criptovalute; per farlo, si nascondeva dietro email anonime, inviate attraverso provider esteri, arrivando al punto di pubblicare video dimostrativi sulle modalità dell’avvelenamento, per apparire ancora più persuasivo nel ricatto alle aziende alimentari, vittime dell’estorsione.



Le indagini del Nucleo Operativo per la Sicurezza Cibernetica (NOSC) della Polizia Postale del Lazio, coordinate a livello centrale dal CNAIPIC – Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche della Polizia di Stato, hanno fatto emergere notizia di numerose altre aziende, italiane ed europee (in Germania, Francia, Spagna, Austria e Svizzera), vittime del medesimo modus operandi criminale.


In sede di perquisizione sono stati sequestrati – si aggiunge – una serie di oggetti, tra i quali una tovaglia, un forno, una bilancia per il peso di alimenti, del tutto identici a quelli che comparivano in uno dei video amatoriali girati dall’indagato, nei quali venivano rappresentate le modalità di avvelenamento, da realizzare mediante l’inserimento di solfato di tallio, all’interno di barattoli di prodotto.



Gli elementi probatori raccolti dalla Polizia Postale hanno consentito al giudice di sorveglianza di Trieste di revocare al soggetto la misura premiale, alternativa al carcere, precedentemente accordata, e poi al gip di Roma di disporre la misura della detenzione cautelare emesso proprio per il pericolo di reiterazione di analoghi reati ed impedire che quelli in corso fossero portati ad ulteriori gravi conseguenze.




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