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Venerdì 20 maggio 2022 - 12:14

Si fingevano innamorate per avere soldi: 16 arresti e 59 indagati

Con l'operazione Transilvania sgominata dai carabineiri di Reggio Calabria banda romena

Roma, 20 mag. (askanews) – Gli inquirenti l’hanno chiamata Operazione Transilvania, dal nome dell’area geografica punto di arrivo dei flussi finanziari che, secondo quanto ricostruito nelle indagini, sono stati illecitamente acquisiti dagli indagati. Sono 16 (13 mandati di arresto europeo e 3 ordinanze di custodia cautelare) le persone raggiunte da misura cautelare nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Locri che vede indagate 59 persone ritenute appartenenti ad una associazione a delinquere specializzata in truffe e raggiri ai danni di anziani. L’operazione è stata porta a termine dai carabinieri di Reggio Calabria con la collaborazione delle forze di polizia di Germania e Romania. Le ipotesi di reato contestate, a vario titolo, sono associazione per delinquere finalizzata alla circonvenzione di incapace, riciclaggio, fittizia intestazione di beni, rapina ed estorsione. L’attività d’indagine è stata avviata nel 2018 dopo la denuncia di un anziano originario di un paese della locride il quale si era rivolto ai carabinieri segnalando per primo di essere stato circuito da una giovane donna di nazionalità rumena la quale, fingendosi innamorata di lui, lo aveva indotto, nell’arco di un anno, a consegnarle, attraverso dazioni dirette di danaro contante e versamenti tramite “Money Transfer” all’estero, la somma complessiva di 20mila euro. Le successive indagini dei carabinieri hanno consentito di disvelare un’articolata organizzazione criminale, dotata di una struttura piramidale, composta interamente da soggetti di nazionalità rumena, ognuno con un compito ben definito all’interno della rete, avente un vertice stanziale in Romania e la propria base operativa in Italia tra Bianco e Melito di Porto Salvo (RC), con articolazioni nei comuni di Siderno, Rosarno, Bovalino, Reggio Calabria e Milazzo (ME). L’associazione, facente capo a due coniugi originari di Bistrita-Nasaud (Romania), si sarebbe avvalsa di giovani donne che, appositamente addestrate ed agendo singolarmente, dopo aver selezionato con attenzione le proprie potenziali vittime, generalmente uomini anziani di età compresa tra i 70 ed i 90 anni, attraverso modalità di circonvenzione ricorrenti, inducevano questi al versamento di cospicue e continue somme di danaro, fino a mille euro per singola transazione, che venivano ceduti dalla vittima direttamente nella mani della truffatrice, oppure bonificati ai vertici della banda in Romania. (segue)




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