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Giovedì 19 maggio 2022 - 18:10

Roma, solidarietà assessori e consiglieri a collega minacciata

Assessora Pari opportunità: clima di odio inaccettabile

Roma, 19 mag. (askanews) – Pioggia di messaggi di solidarietà per la consigliera capitolina di Sce Michela Cicculli, minacciata via whatsapp dopo le posizioni pubbliche assunte, come presidente della commissione capitolina Pari opportunità, sul caso delle molestie degli alpini nel corso del recente raduno di Rimini. “Voglio esprimere la mia solidarietà alla consigliera Michela Cicculli. Dopo aver visto i messaggi e gli insulti a lei rivolti, con una violenza da squadrismo, non posso far altro che unirmi a lei nel denunciare pubblicamente certi gesti inqualificabili – dichiara l’assessora capitolina alle Attività Produttive e alle Pari Opportunità, Monica Lucarelli -. Mi sono già espressa su quanto accaduto a Rimini, dove centinaia di ragazze sono state infastidite da alcuni appartenenti al Corpo degli Alpini. Michela Cicculi ha fatto lo stesso ed è stata oggetto di insulti sessisti. Non si può accettare una simile clima di odio verso chi difende la lotta per la parità di genere e ogni forma di violenza”. Solidarietà “per i vergognosi epiteti che le sono stati rivolti e che ha denunciato pubblicamente sui suoi social – da parte di Andrea Catarci, assessore al Decentramento -. La sua ‘colpa’? Il sostegno alle tante, troppe, ragazze e donne molestate, come da video e testimonianze dirette, in occasione del raduno degli alpini di Rimini”. Gli insulti alla consigliera Cicculli, secondo Catarci – sono una becera dimostrazione di ignoranza e codardia da tastiera. Michela sta svolgendo un ottimo lavoro come Presidente della Commissione Pari Opportunità di Roma Capitale e proprio episodi come questo rendono evidente quanto sia prezioso e quanta strada ci sia da fare per sradicare idiozia e misoginia”. “Le offese violente e sessiste ricevute dalla consigliera Michela Cicculli da parte di anonimi sono vigliacche e odiose. Vogliamo esprimerle la nostra piena solidarietà e auspichiamo che a seguito della sua denuncia vengano identificati e puniti gli autori. Dobbiamo reagire tutti insieme contro un clima cupo d’odio che avvelena questo tempo e che, come sempre, punta a colpire chi sostiene i diritti delle donne, la libertà, o a intimidire chi denuncia abusi e molestie. La nostra battaglia, solidale, per il rispetto delle libertà, della parità di genere e dei diritti civili proseguirà. Più forte di prima”, dichiarano le consigliere e i consiglieri del Partito democratico in Campidoglio. “Piena solidarietà alla collega Michela Cicculli, vittima di pesanti insulti sessisti sul suo telefono privato” la esprime anche il capogruppo capitolino di Demos Paolo Ciani. La violenza, “non solo fisica ma anche verbale, nei confronti delle donne è sintomo di una cultura retrograda e irrispettosa della persona, di una concezione della virilità che poggia solo sulla prepotenza e sulla forza, sul desiderio di prevaricare – aggiunge Ciani -. Vogliamo invece costruire una società in cui uomo e donna possano essere davvero pari nei diritti, a partire da quello del rispetto”. “Siamo al fianco della presidente della commissione pari opportunità di Roma Capitale, Michela Cicculli, che oggi ha pubblicato sui social dei messaggi fascisti e intimidatori ricevuti sulla sua utenza privata”, dichiarano Giovanni Caudo e Tiziana Biolghini, consiglieri di Roma Futura. “L’invasione della privacy, la violenza fascista e misogina dei toni, le minacce: nulla di quanto accaduto può essere ignorato – continuano da Roma Futura-. L’ambiguità con cui le destre minimizzano gli episodi di molestie denunciati in questi giorni fornisce un troppo facile appiglio per quanti ritengono un diritto esercitare la propria mascolinità tossica e intimidire chi si oppone. Non ci stiamo. Siamo con Michela e con tutte le donne e gli uomini che combattono questa cultura intrisa di patriarcato e violenza fascista. Roma Futura nasce come una lista femminista, ed è, e sarà sempre, per la lotta civile e politica contro ogni molestia e violenza di genere”, concludono.




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