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Sabato 14 maggio 2022 - 15:49

Salute, basta farmaci invasivi per combattere tristezza e apatia

Rosanna Capozzi: esistono metodi alternativi

Salute, basta farmaci invasivi per combattere tristezza e apatia
Roma, 14 mag. (askanews) – Le malattie legate allo stato umorale colpiscono un’altissima percentuale della popolazione mondiale. In Italia ne soffrono otto milioni di persone, oltre il 10% del totale degli abitanti. Secondo l’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, si curano poco e male: solo il 40% dei soggetti ricevono un’adeguata diagnosi e, di questi, meno del 20% viene curato correttamente. Ma la cura spesso proposta è a base di antidepressivi di ultima generazione che sono finiti, ormai da diversi anni, al centro di un ampio dibattito scientifico che ne mette in discussione la reale efficacia rispetto al placebo, le modalità di funzionamento – basate sulla teoria del “chemical imbalance” -, la presenza di effetti collaterali anche gravi e, non ultima, la sindrome di astinenza a cui si può andare incontro nel momento in cui si decide di interrompere la terapia.


“Le pillole -spiega Rosanna Capozzi, una delle massime esperte in bio-prano e riflessologia olistica- non sono la soluzione, anzi spesso possono diventare un problema. Esistono, al contrario, metodi alternativi che possono fare davvero la differenza. Metodi, beninteso, che non sono antagonisti con la medicina tradizionale, anzi possono rivelarsi compensativi in quanto la medicina tradizionale cura il fisico mentre quella alternativa le emozioni, agendo così a 360 gradi.”.



Una medicina, quella alternativa, cui ricorrono, ogni anno, oltre tredici milioni di italiani ma il dato sta crescendo rapidamente: “Sempre più spesso -spiega la Capozzi- le persone si avvicinano a tecniche olistiche, yoga, shiatsu, cristallo-terapia proprio perché si sente fortemente la necessità di curare la parte energetica ed emozionale in quanto capace di migliorare la vita e l’umore. Tutto ruota attorno a un meccanismo biochimico che va attivato secondo procedure e protocolli ben stabiliti. Quel meccanismo rimuove i blocchi energetici, la tecnica del Free-Energy, che spesso vengono prodotti da eventi traumatici come lutti, separazioni, incidenti e malattie. Si crea, nel nostro corpo, una vera e propria difesa che in termini tecnici si chiama inversione di polarità. Il che fa scattare sensazioni negative che si riversano sulla vita quotidiana, influenzandola notevolmente. Il mio lavoro è proprio quello di contrastare tutto questo e innescare, invece, un sistema automatico di autoguarigione che possa provocare uno stato di benessere generale. Il punto di partenza è, come spesso accade in medicina, la conoscenza di chi si ha davanti e della sua storia. L’anamnesi è, in questi casi, essenziale”.


Il trattamento consiste nel fare accomodare il soggetto sul lettino e sollecitare con movimenti ondulatori molto dolci sul capo, la parte energetica bloccata: “Si interviene -afferma la Capozzi- con una tecnica che va a toccare tutti i piani energetici, siano essi fisici, emozionali, spirituali o eterici. In pochissimo tempo, grazie alla reazione indotta e al miglioramento che si crea a livello emozionale, si avverte un cambiamento quasi radicale. Si rilassano muscoli e tensioni che vanno a incidere su malesseri diffusi, dolori alle articolazioni, cefalee e problemi intestinali ma anche aspetti più emozionali come appunto la tristezza e l’apatia. Un protocollo ben preciso che migliora la vita al soggetto esaminato ma che estende i propri effetti benefici anche alla sfera familiare e quella lavorativa. Sei o sette trattamenti sono statisticamente sufficienti per riequilibrare le persone e non c’è alcuna necessità di ripeterli. I soggetti più giovani, addirittura, hanno una risposta più veloce, se non immediata”. Stati umorali ma non solo: “Ho sperimentato che questa tecnica -sostiene la Capozzi- è utile per affrontare anche gli effetti della sindrome mestruale, la confusione mentale e persino l’insonnia. Chi è sottoposto inoltre a terapie chemioterapiche ottiene importanti benefici perché il soggetto non vomita e riesce ad affrontare, se possibile, il percorso con maggiore serenità. E c’è di più, un aspetto quest’ultimo che riguarda appunto i più giovani: questo trattamento olistico riesce a combattere i fenomeni di bullismo perché riduce, e non di poco, l’aggressività”. Nulla dunque è precluso: le malattie legate allo stato umorale insomma non sono incurabili: “Occorre ripeterlo senza stancarsi mai -conclude la Capozzi. Sono patologie che, come altre, possono essere affrontate e vinte con i giusti trattamenti”.



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