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Venerdì 13 maggio 2022 - 12:23

Veneto: crescita rallenta meno del previsto

Più 9,9% nel primo trimestre

Padova, 13 mag. (askanews) – Frena la crescita dell’industria per gli effetti di caro energia e guerra, ma meno delle attese, rispetto alla velocità sperimentata nel 2021ed evidenzia segnali di tenuta. Nel primo trimestre 2022 la produzione industriale di Padova e Treviso segna un +9,9% rispetto allo stesso periodo del 2021 (+15,4% nel trimestre precedente, +19,7 la media 2021), pur in un contesto di forte eterogeneità delle performance. Un risultato sostenuto dalla domanda interna (+17,5%) e soprattutto dal fatturato estero (+18,1%), in particolare nei mercati extra-UE (+20,1%). Gli ordini in volume aumentano fra gennaio-marzo, sia pure in modo più contenuto (+19,2). La tenuta si traduce anche nei dati sull’occupazione, in aumento tendenziale del +2,2%, circa metà delle imprese assumerà nei prossimi sei mesi. Gli spaventosi aumenti di gas (+676% in aprile sul pre-Covid), energia (+364%) e materie prime (per il 98,2% delle imprese), accentuati dal conflitto, misurano lo shock di offerta che sta colpendo l’attività economica. Si aggrava la pressione sui margini aziendali, a seguito della limitata capacità di trasferire sui prezzi di vendita i rincari. Fiducia e attese sui livelli di produzione e ordini e condizioni di investimento, in sensibile diminuzione, preannunciano ripercussioni sull’effettiva capacità di tenuta delle imprese nei prossimi mesi. Sono i principali risultati dell’indagine La Congiuntura dell’Industria di Padova-Treviso (Consuntivo primo trimestre 2022 – Previsioni prossimi sei mesi) condotta da Assindustria Venetocentro, in collaborazione con Fondazione Nord Est, su un campione di 527 aziende manifatturiere e dei servizi delle due province. “Il sistema manifatturiero di Padova e Treviso mantiene il percorso di crescita nel primo trimestre, anche se la sua intensità si è ridotta – dichiara Leopoldo Destro, Presidente di Assindustria Venetocentro -, grazie alla sorprendente capacità di adattamento degli imprenditori e all’effetto di trascinamento del 2021. Ma i dati vanno valutati con prudenza: gli effetti del conflitto, gli ulteriori rincari di energia e altre commodity e la scarsità di materiali, si stanno traducendo in un rallentamento di tutti i principali indici, incertezza e volatilità. Tutto ciò pesa su costi e investimenti delle imprese, erode pesantemente i margini, al punto che si paventa il rischio di una riduzione della produzione di molte aziende manifatturiere, una su 4 a questi livelli di prezzo se il conflitto durerà oltre i prossimi 3 mesi. I segnali di un peggioramento sono innanzitutto nelle ridimensionate dinamiche di attività e attese delle imprese a breve termine, che preannunciano ripercussioni sull’effettiva capacità di tenuta nei prossimi mesi”.




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