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Giovedì 12 maggio 2022 - 15:24

Roma, Movimenti: no base militare a Coltano, presidio il 2 giugno

Il "no" dal doppio presidio al ministero della Difesa e a Pisa

Roma, 12 mag. (askanews) – Un doppio presidio, uno a Roma davanti al Ministero della Difesa e uno all’ex centro radar di Coltano, a Pisa, proprio nell’area protetta “dove dovrebbe sorgere parte della nuova infrastruttura militare da 190 di euro”, per ribadire “la totale opposizione di un territorio e dei suoi abitanti a un progetto che spreca risorse pubbliche nonostante le emergenze in atto, da quella sanitaria, non ancora risolta, alla crisi sociale per arrivare al dissesto idrogeologico, impattando sull’ambiente e su un’intera comunità. Un progetto che ieri ha visto un appello che sottolinea ‘opposizione di sessanta tra ricercatrici, ricercatori e docenti dell’area pisana diffuso proprio in occasione dell’incontro istituzionale e dei presidi di oggi. Tra i docenti risultano Adriano Prosperi e Salvatore Settis, già docenti della Scuola Normale Superiore, Liliana Cori e Fabrizio Bianchi del CNR di Pisa, Giuliana Biagioli, presidente dell’Istituto di ricerca sul territorio e l’ambiente ‘Leonardo’ di Pisa, Enza Pellecchia e Giorgio Gallo, direttrice ed ex direttore del Centro Interdisciplinare Scienze per la Pace dell’Università di Pisa, Maurizio Iacono, già preside della Facoltà di Lettere e Filosofia e del Sistema Museale di Ateneo”. Così i promotori dell’iniziativa odierna agli esiti del presidio. “Disarmare il territorio, ritirare il Dpcm che dà il via libera al progetto della nuova base militare a Coltano” è questo il messaggio che il movimento “no base nè a Coltano né altrove” ha fatto rimbalzare questa mattina da Pisa a Roma con due iniziative in parallelo: “Decine di persone davanti al centro radar a Coltano mentre una delegazione del movimento supportata dalle reti sociali romane durante una conferenza stampa in contemporanea all’incontro istituzionale a cui erano presenti il ministro Guerini, il presidente della Regione Toscana Giani e il sindaco di Pisa Conti”. “Ancora una volta le istituzioni si blindano nelle segrete stanze -sottolinea il movimento – per portare avanti progetti di devastazione del territorio su cui vogliamo essere chiari: per questo non c’è compensazione, spezzettamento, diversa collocazione per noi accettabile. Questa base non s’ha da fare e le risorse vanno riorientate sulle vere emergenze: la sanità, la scuola, il lavoro, il cambiamento climatico, non possiamo permetterci di sprecare centonovanta milioni di euro in un progetto così insostenibile. Per questo oggi, da Pisa a da Roma lanciamo l’appuntamento per una grande mobilitazione nazionale a Pisa per il prossimo 2 giugno”.




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