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Martedì 10 maggio 2022 - 11:31

Fontana: serve riforma legge nazionale su professionismo sportivo

Governatore: Regione Lombardia sostiene associazioni e famiglie

Fontana: serve riforma legge nazionale su professionismo sportivo
Milano, 10 mag. (askanews) – “In attesa che venga varata la riforma della legge nazionale sul professionismo sportivo e l’introduzione in Costituzione del valore educativo e sociale dello sport, quello che può fare Regione Lombardia, che condivide con lo Stato la titolarità della potestà legislativa in materia sportiva, è agevolare e favorire le diverse discipline e forme di sport, consentendo alle Associazione sportive di operare e alle famiglie di usufruire dello splendido patrimonio di crescita che l’attività sportiva costituisce per i propri figli”. Lo ha detto questa mattina il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, portando il suo saluto al convegno, organizzato da Panathlon International a Palazzo Lombardia a Milano, dedicato alla riforma della legge 91 del 1981, che disciplina il lavoro sportivo professionistico.


“Ecco allora la misura principale ideata interamente da Regione Lombardia, la Dote Sport: un rimborso in denaro (integrale o parziale) delle spese sostenute dalle famiglie nell’anno sportivo per l’attività dei propri figli minori, il cui valore può variare da un minimo di 50 euro a un massimo di 200 euro. Uno strumento che contiamo di confermare ogni anno” ha spiegato il presidente, aggiungendo “crediamo così tanto nello sport che abbiamo de facto garantito la possibilità di realizzare qui i prossimi Giochi olimpici invernali (2026) fornendo milioni di garanzie. Occasione che se avessimo aspettato lo Stato sarebbe andata persa”.



“Parlando di professionismo, invece, credo sia necessaria la costruzione di una cultura sportiva nel nostro paese: in altri Paesi del mondo lo sport è una carta di valore per accedere alle migliori Università e addirittura per vedersi riconosciute le spese di studio” ha proseguito Fontana, concludendo “in Italia invece troppo spesso occorre scegliere tra la carriera sportiva e quella lavorativa, ma la differenza sostanziale tra i due percorsi non esiste: lo sport può essere un lavoro, può essere una scelta di vita”.




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