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Martedì 10 maggio 2022 - 18:24

Cia Liguria: caso peste suina a Roma gestito con leggerezza

"In Lazio gestione totalmente diversa da quanto sta bloccando il nostro appennino"

Genova, 10 mag. (askanews) – “Si rimane un poco interdetti nella lettura del provvedimento emanato dalla Regione Lazio dopo il ritrovamento di un cinghiale affetto da peste suina. Si ha l’impressione, almeno dalle misure prese, che la pericolosità del caso (casi?) laziale sia gestita in modo completamente diverso da quanto sta bloccando il nostro appennino”. Lo denuncia in una nota la Confederazione Italiana Agricoltori della Liguria.


“Deve essere certamente così – prosegue la nota – già dal richiamo normativo.  Mica si citano i regolamenti Ue, mica si fa riferimento alla normativa ministeriale emessa di recente! Si fanno le ordinanze di abbattimento dei maiali? No, si raccomanda la macellazione programmata! Si blocca l’attività forestale o le attività ludico ricreative? E perché mai si dovrebbe porre il divieto di andare nel boschi? Basta dare una pulitina alle scarpe quando si torna. E se non bastasse si dà il via libera agli abbattimenti dei cinghiali senza aspettare recinzioni e con i cacciatori disponibili”.



“Siamo ancora in attesa – sottolinea la Cia della Liguria – di capire cosa succede, abbiamo sospeso le attività per mesi, ancora oggi per fare un cantiere forestale servono più carte che estrarre petrolio, non c’è traccia di un sostegno e soprattutto non c’è traccia di un interventi di selezione e depopolamento dei cinghiali e dobbiamo anche subire lo smacco, per cui il caso di peste suina nella Capitale viene affrontato con una leggerezza disarmante”.


“La domanda – conclude la nota – è: abitiamo lo stesso Paese? Perché quello che vale in Appennino non serve a Roma? Ce lo spieghi il sottosegretario Costa, delegato dal Ministero della Sanità all’emergenza, immaginiamo a supporto del commissario straordinario Ferrari, e soprattutto si cessi questo costante rimando di responsabilità. Abbiamo bisogno di decisioni scientificamente acclarate  e rapide, la cui conclusione è piuttosto semplice: ridurre i cinghiali in modo drastico e riconoscere ai danneggiati il giusto ristoro per riavviare la propria attività”.



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