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Lunedì 31 gennaio 2022 - 17:58

Roma, Mattia (Pd): nidi, il Campidoglio fa sua legge regionale

È il primo comune a farlo, serve una città a misura di bambino

Roma, 31 gen. (askanews) – “Roma è il primo Comune a declinare la legge regionale 7/2020 che ha istituito, in avanguardia rispetto al contesto nazionale, il sistema integrato di educazione e istruzione introdotto dal d.lgs 65/2017”. A spiegarlo Eleonora Mattia (Pd), Presidente IX Commissione Consiglio regionale del Lazio. “La Capitale è in prima linea sul tema e con il bilancio appena approvato prevede un importante investimento per l’abbattimento delle rete dei servizi comunali con la gratuità per le famiglie con ISEE inferiore a 5 mila euro e un risparmio medio e progressivo di 40 euro al mese per ogni nucleo. Inoltre, grazie al bonus asili nido del governo, i nidi saranno di fatto gratuiti per i romani e le romane con redditi inferiori a 25mila euro” spiega. “Non da ultimo la direttiva dell’Assessora Pratelli che ha esteso a 60 nidi comunali – 4 a scelta di ogni Municipio – l’orario di apertura dei servizi pubblici dalle 7 o 7,30 e sino alle 17,30 o 18. Un passaggio fondamentale che non deve spaventare essendo previsto, proprio dalla l.r. 7/2020, il limite massimo di 10 ore di frequentazione per i bambini e le bambine. Con questo atto di coraggio – per il quale ringrazio il Sindaco Roberto Gualtieri – l’amministrazione capitolina si prende la responsabilità di garantire un servizio di cui le famiglie hanno bisogno, evitando il ricorso a servizi informali e garantendo pari livelli qualitativi che, ricordo, sono dati dalla qualificazione e formazione personale, coordinamento pedagogico e spazi adeguati. Su quest’ultimo tema, per esempio, il bilancio capitolino ha stanziato 7,5 milioni di euro destinati ai municipi per la manutenzione ordinaria delle aree verdi, indispensabile per incentivare l’educazione all’aperto. Sono tutti tasselli – conclude Mattia – di un ampio investimento nel rafforzamento dei servizi 0-3 e 0-6 anni che va incontro alle necessità  di flessibilità, in entrata e uscita, delle famiglie ed è strumento per continuare a costruire una città davvero a misura di bambini e di bambine”.




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