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Venerdì 14 gennaio 2022 - 12:30

Sappe: detenuto aggredisce agente penitenziario in carcere Cremona

Capece: ma a noi non danno né "taser" né spray al peperoncino

Sappe: detenuto aggredisce agente penitenziario in carcere Cremona
Milano, 14 gen. (askanews) – “Nella mattina di ieri nel carcere di Cremona, un detenuto dì origine straniera ha aggredito per futili motivi con un coltello rudimentale l’assistente dì polizia penitenziaria che stava operando sul piano. Il detenuto gli ha puntato il coltello alla gola e solo l’immediato intervento di un altro agente ha evitato il peggio, nonostante anche quest’ultimo sia stato aggredito con calci e pugni. Ripristinato l’ordine e la sicurezza nella Sezione detentiva, i poliziotti intervenuti sono dovuti ricorrere alle cure del Pronto soccorso del locale nosocomio, da dove sono stati poi dimessi con una prognosi di cinque giorni”. E’ quanto ha dichiarato in una nota il segretario regionale per la Lombardia del Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe), Alfonso Greco.


“Ogni giorno giungono notizie di aggressioni a donne e uomini del Corpo in servizio negli istituti penitenziari del Paese, sempre più contusi, feriti, umiliati e vittime di violenze da parte di una parte di popolazione detenuta che non ha alcuna remora a scagliarsi contro chi in carcere rappresenta lo Stato” ha affermato il segretario generale del Sappe, Donato Capece, sottolineando che “però nessuno al ministero della Giustizia e al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, abbia pensato di introdurre “taser” e spray al peperoncino anche per la polizia penitenziaria”.



“Ormai è un bollettino di guerra, occorrono interventi immediati e strutturali che restituiscano la giusta legalità al circuito penitenziario intervenendo in primis sul regime custodiale aperto” ha continuato Capece, concludendo “altro che carcere umano e più sicuro, come auspica la ministra della Giustizia Cartabia: le carceri sono un colabrodo per le precise responsabilità di ha creduto che allargare a dismisura le maglie del trattamento a discapito della sicurezza interna ed in danno delle donne e degli uomini della polizia penitenziaria”.




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