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Giovedì 13 gennaio 2022 - 07:15

Costa Concordia, dal naufragio si lavora sempre per l’ambiente

Prosegue l'intesa per la risistemazione dei fondali

Roma, 13 gen. (askanews) – Oggi 13 gennaio 2021 sono passati 10 anni dal naufragio della nave da crociera Costa Concordia, davanti all’Isola del Giglio. L’impatto provocò uno squarcio di 70 metri nello scafo che causò il parziale affondamento della nave e la morte di 32 persone. Per monitorare il corretto svolgimento delle operazioni fu istituito un Osservatorio, i cui lavori continuano tutt’ora e al quale partecipano rappresentanti del MiTE, di ISPRA, Arpa Toscana e degli enti locali interessati. Ispra ha documentato il lavoro in un volume fotografico che racconta la rimozione del relitto e il ripristino dell’ambiente marino danneggiato.


A distanza di dieci anni prosegue il monitoraggio ambientale di parte pubblica, con oneri integralmente a carico di Costa Crociere, avviato immediatamente dopo il naufragio e svolto, secondo l’accordo tra Regione Toscana, ARPAT e ISPRA, sia per il controllo e monitoraggio sia per la verifica delle attività di ripristino dei fondali dell’area del Giglio interessata dall’incidente.



Dopo la conclusione delle attività di ripristino ambientale del tratto di fondale interessato dal naufragio della nave Concordia (fase WP9), che ha riguardato la rimozione delle opere di cantiere e i residui delle operazioni di rigalleggiamento del relitto (come sedimenti cementizi, valve di mitili, rifiuti solidi), ha avuto inizio l’ultima fase progettuale che consiste nel recupero ambientale delle biocenosi di fondale danneggiate dall’incidente (fase WP 10).


Un nuovo accordo è stato così formalizzato lo scorso 6 agosto 2021 tra Regione Toscana, ISPRA, ARPAT e Costa crociere s.p.a. e prevede il compimento della fase conclusiva (working packages – WP10) del Piano di Restauro Ambientale e di Monitoraggio a Lungo Termine per il ripristino e il restauro ambientale dei fondali danneggiati, attività che ARPAT e ISPRA hanno avviato fin dal marzo 2019.



L’accordo ha una durata di cinque anni: le attività di monitoraggio e controllo a cura di ARPAT e ISPRA proseguiranno fino al 29 febbraio 2024 e comunque fino alla conclusione della fase WP10, che potrà ritenersi terminata solo in seguito all’ottenimento di parere positivo da parte dell’Osservatorio di monitoraggio Concordia, previsto dall’articolo 2 dell’ordinanza del presidente del consiglio dei ministri numero 4023 del 15 maggio 2012. (Segue)




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