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Giovedì 13 gennaio 2022 - 09:59

Corruzion e contrabbando sigarette, arrestato appuntato Gdf

Indagine della Dda di Bari. Ordinanza nei confronti di 7 persone

Roma, 13 gen. (askanews) – Un appuntato della Guardia di finanza è finito in carcere, a Bari, nell’ambito di una inchiesta della Direzione distrettuale antimafia sul contrabbando di sigarette e vari fatti di corruzione.


Con il blitz, denominato ‘porto franco´, è stato ricostruito il traffico di sigarette in Puglia. Il militare arrestato era in servizio al valico portuale di Bari. Nel corso delle indagini il Nucleo Pef del capoluogo ha sequestrato sigarette di contrabbando, che erano dirette al porto di Bari e poi dirottate a Brindisi, con destinazione finale in provincia di Napoli.



Gli investigatori hanno anche eseguito il sequestro preventivo di beni (denaro, 1 autoarticolato e 1 autovettura) per un valore di oltre 100 mila euro. In totale sono 13 le persone indagate anche per i reati di associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri aggravata dalla transnazionalità, associazione per delinquere, nonché detenzione e porto di armi.


Le verifiche sono partite nel dicembre 2020 esaminando un autoarticolato frigorifero con targa bulgara con un carico dichiarato di dolci, sbarcato al porto di Brindisi e proveniente dalla Grecia, diretto formalmente a Marbella (Spagna). Risalendo l’itinerario del camion e l’arrivo a Casoria, in provincia di Napoli, si è capito di più.



In un capannone commerciale, dove l’automezzo aveva concluso la propria corsa, sono stati trovati 2 autisti di nazionalità greca, nonché delle persone impegnate nelle operazioni di scarico e dei relativi veicoli. Il blitz ha permesso disequestrare 6,8 tonnellate di ‘bionde´, 2.915 paia di scarpe di un noto brand, 1.596 bottiglie di vini di provenienza illecita e 56.700 euro in contanti, oltre che l’autoarticolato utilizzato.


Per questo i militari della Guardia di Finanza hanno deferito 8 persone, 7 dei quali arrestate in flagranza. Secondo quanto emerso nel corso delle indagini l’appuntato scelto, oggi arrestato, avrebbe accettato la promessa di una somma di denaro dai contrabbandieri per agevolare l’ingresso del carico di tabacchi in territorio italiano senza controlli nello spazio doganale del porto di Bari, tentando invano di reclutare anche un suo collega.



Inoltre il finanziere avrebbe agevolato il transito di bagagli e degli autobus di un imprenditore albanese (destinatario dell’obbligo di dimora a Bari e del divieto di espatrio) in entrata e in uscita dal porto di Bari verso l’Albania, in modo che fossero omesse le dovute attività ispettive, ricevendo – quale contropartita – ripetute forniture di imprecisati quantitativi di tabacchi e altre utilità.


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