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Sabato 8 gennaio 2022 - 14:43

Covid, Aieop: sì vaccini anche a piccoli pazienti oncoematologici

Documento di Consensus della società scientifica

Covid, Aieop: sì vaccini anche a piccoli pazienti oncoematologici
Roma, 8 gen. (askanews) – Somministrare il vaccino anti-SARS-CoV-2 ai bambini affetti da tumore non solo si può, ma anzi si deve per proteggerli dal rischio di contrarre forme severe della malattia COVID-19. È quanto si evince dal documento di Consensus elaborato dal Gruppo di Lavoro Infezioni e Terapie di Supporto dell’AIEOP (Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica), coordinato da Simone Cesaro, all’indomani dell’estensione della vaccinazione prima all’età adolescenziale (12-17 anni) e successivamente all’età della seconda e terza infanzia (5-11 anni).


Il documento evidenzia come la comunità dei pediatri oncoematologi italiani riconosca che i pazienti affetti da patologie oncologiche, da immunodeficienze primitive o secondarie e da citopenie di origine autoimmune o da insufficienza midollare rappresentano un’ampia categoria di bambini fragili in cui la vaccinazione ha un ruolo importante per prevenire l’infezione da SARS-CoV-2 e la malattia che da essa deriva, permettere lo svolgimento regolare delle cure chemioterapiche o immunosoppressive e dei controlli o dei ricoveri ospedalieri e impedire ritardi di trattamento. A tale conclusione si è giunti al termine di una riunione plenaria in cui una serie di enunciati sono stati discussi e sottoposti alla votazione dei rappresentanti dei centri AIEOP.



Se è vero che l’incidenza di COVID-19 nei centri di onco-ematologia pediatrica italiani è stata fino ad ora limitata – il decorso osservato è stato per lo più favorevole, con solo il 3% di casi che hanno necessitato di ricovero in terapia intensiva e nessun decesso attribuito alla malattia nel corso delle varie ondate pandemiche -, i dati mondiali mostrano tuttavia che COVID-19 può avere un decorso grave nei pazienti affetti da patologia oncoematologica. Essi, in particolare, possono rappresentare una popolazione a maggior rischio di morbidità e mortalità per la maggiore suscettibilità dei pazienti immunodepressi alle infezioni respiratorie, la compromissione dell’immunità innata durante i trattamenti oncologici di chemioterapia e radioterapia, l’immunosoppressione necessaria per le procedure trapiantologiche e la necessità di accesso frequente alle strutture ospedaliere per visite e cure. Alla luce del rischio individuale e dell’emergenza di varianti del virus – vedi Omicron – a elevata contagiosità, i pazienti pediatrici oncoematologici hanno dunque indicazione prioritaria alla vaccinazione contro SARS-CoV-2.


“La condizione di immunodepresso – ribadisce Arcangelo Prete, Presidente di AIEOP – non rappresenta una controindicazione bensì una motivazione ulteriore alla vaccinazione perché la stessa è diretta a proteggere il paziente fragile. Il rischio di effetti collaterali o reazioni avverse, quali la miocardite e la pericardite, è infatti estremamente contenuto e comunque inferiore rispetto al medesimo rischio collegato all’evoluzione della malattia provocata dal virus”.



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