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Giovedì 25 novembre 2021 - 15:13

Violenza donne, a Roma per denunciare c’è Una stanza tutta per sé

Nella caserma dei carabinieri di via in Selci un luogo per l'ascolto protetto

Violenza donne, a Roma per denunciare c’è Una stanza tutta per sé
Roma, 25 nov. (askanews) – Per le donne vittime di violenza a Roma ora c’è “Una stanza tutta per sé”, un luogo per l’ascolto protetto nella caserma dei carabinieri di via In Selci.


In occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, nell’ambito del progetto nazionale del Soroptimist International d’Italia “Una stanza tutta per sé”, nato dal protocollo siglato con l’Arma dei carabinieri, oggi è stata inaugurata una stanza di ascolto protetto per le donne che subiscono violenza, nella caserma dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, in via In Selci. La stanza, allestita dai tre Club romani Soroptimist International d’Italia, è un ambiente rassicurante e dedicato per dare accoglienza e attenzione a chi sta soffrendo e per ridurre anche il disagio di dover raccontare esperienze drammatiche. E’ una stanza protetta per assicurare alle donne vittime di violenza la massima riservatezza e protezione nel difficile atto della denuncia, collocata nella caserma dei carabinieri, con un ingresso discreto e riservato. L’iniziativa dei tre club romani del Soroptimist è nata sulla base del progetto nazionale “Una stanza tutta per sé”, varato insieme al Comando generale dell’Arma dei carabinieri per attivare su tutto il territorio nazionale luoghi protetti e aiutare la presentazione delle denunce, nettamente inferiori rispetto al numero dei reati di violenza. Ad accogliere la denuncia c’è personale specializzato che favorisce il racconto, un rappresentante della legge ma anche una persona a cui confidare le proprie sofferenze; e la stanza, resa accogliente anche negli arredi, comunica serenità e facilita l’audizione nel complesso percorso della liberazione dalla paura. E’ difficile denunciare, soprattutto quando l’autore della violenza non è un estraneo ma una persona cui la vittima è legata affettivamente, la donna che denuncia deve affrontare spesso anche il timore di entrare in un luogo istituzionale, l’angoscia del dover raccontare tutto. La stanza ha un angolo dedicato ai bambini, che spesso vengono portati in caserma dalle madri vittime di abusi.



L’inaugurazione ha visto, tra gli altri, gli interventi della past president dell’Associazione Soroptimist International Italia Anna Maria Isastia, che ha preso la parola anche in rappresentanza della presidente nazionale Giovanna Guercio, del comandante provinciale dei carabinieri di Roma, il generale Lorenzo Falferi e la partecipazione del prefetto di Roma Matteo Piantedosi, del presidente del Tribunale di Roma Roberto Reali, del comandante provinciale della guardia di finanza di Roma, generale Paolo Compagnone, e – in rappresentanza del questore di Roma – Angela Altamura, a capo della Direzione anticrimine.




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